
Tra pochi minuti (ore 12.30) il sindaco Leonardo Michelini incontrerà la stampa nella sala del consiglio di Palazzo dei Priori. Due i motivi della convocazione: comunicazioni riguardo la verifica di maggioranza e assegnazione delle deleghe.
Tutto è ritornato in ordine all’interno della maggioranza. La forza più in fibrillazione, il Partito Democratico, è riuscito a stabilizzarsi nella riunione di mercoledì tra segreteria dell’unione comunale del partito e consiglieri comunali del gruppo Pd. Qualche leggera scaramuccia ma tutti di fatto con le armi basse. Al centro la voglia, condivisa dai presenti, di rilanciare l’azione amministrativa per cambiare volto alla città. Questa è la mission dei democratici e la grande scommessa sul loro futuro politico a Viterbo. Infatti l’unico modo che hanno per rimanere maggioranza politico-amministrativa nel capoluogo della Tuscia, dove il centrodestra è particolarmente forte, è quello di fare bene.
“La faccio la rivoluzione, la facciamo”, aveva tuonato il capogruppo Francesco Serra qualche giorno fa durante la trasmissione Sbottonati su Radio Verde. Frase “sganciata” per uscire dal pressing dei conduttori: “E questo sarebbe il cambiamento? Dove sta quello che avete raccontato in campagna elettorale?”. Questa prima “colichetta” dell’amministrazione Michelini sembra quindi superata. A funzionare da medicina il “Documento 53”, un piano programmatico che il Pd ha sottoposto in queste ore anche alle altre forze di maggioranza. Una road map per uscire dalla palude, come direbbero i renziani, dare slancio alla città e speranze ai viterbesi.
Su tale documento in realtà non manca chi, nello stesso Pd, storce un po’ la bocca ma per il momento pace è fatta. La maggioranza rimane la stessa, quindi sfuma l’idea – “serrafioroniana” – di fare fuori Viva Viterbo. Per quanto riguarda la giunta va in porto il cambio di deleghe tra Tonino Delli Iaconi e Giacomo Barelli.

















