Il sindaco Leonardo Michelini nel mirino, è iniziata la nuova campagna elettorale
goya
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Un comunicato dopo l'altro, per ridurre presso l'opinione pubblica viterbese la credibilità del primo cittadino. La mozione di sfiducia, discussa senza effetti veri questa settimana, in realtà ha apparecchiato per le opposizioni l'inizio della campagna elettorale.

E’ stata la settimana della mozione di sfiducia. Niente di trascendentale, anzi. Tutto è andato come prevedibile, nessuna sorpresa significativa. Il tenore stesso degli interventi dei consiglieri in consiglio comunale è in fondo stato piuttosto sotto tono. L’era degli Sposetti, dei Gigli, dei Gabbianelli nella sala d’Ercole è finita da un pezzo, lontana. Già preistoria.

In consiglio comunale si è abbassato il livello, questa la sensazione e l’opinione diffusa. Vince il premio della satira Sergio Insogna con il suo “Fioroni, esci da questo corpo”, rivolto al sindaco Michelini. Tutto il resto è noia, per dirla col Califfo. Tanto dalla parte della maggioranza, che si muove dentro lo scontato, quanto da parte dell’opposizione, che fa altrettanto. Di fatto la mozione ha un significato politico che trova la propria sostanza reale nella forma, nel piano non tanto dell’effetto politico concreto ma mediatico. E’ stata una settimana di cannoneggiamento sul primo cittadino. Una mitragliata di comunicati che vanno classificati nel mucchio come “azioni di mina della credibilità del sindaco”.

La maggioranza comunque regge, in qualche modo fa quadrato. Alfieri, cavalli e torri fanno scudo al re, risolvono lo scacco e mandano avanti la partita. L’aria però è cambiata ed è palpabile l’inizio della campagna elettorale.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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