Michelini: "Mi auguro che le forze dell'ordine individuino i responsabili"

"Quanto accaduto stanotte alla macchina di Claudio Ubertini è un grave atto di delinquenza ai danni di un privato cittadino che qualcuno ha voluto colpire in maniera anonima e vile". E' il commento del sindaco Leonardo Michelini su quanto accaduto nel quartiere Ellera.
“Quanto accaduto stanotte alla macchina di Claudio Ubertini è un grave atto di delinquenza ai danni di un privato cittadino che qualcuno ha voluto colpire in maniera anonima e vile”. E’ il commento del sindaco Leonardo Michelini su quanto accaduto nel quartiere Ellera.
“Mi auguro che le forze dell’ordine riescano a individuare i responsabili, assicurandoli alla giustizia il prima possibile – ha continuato il primo cittadino -. Al consigliere comunale e amico Claudio Ubertini esprimo la mia sincera e personale solidarietà con l’augurio che possa, insieme alla sua famiglia, superare con determinazione e forza d’animo questo momento di grande preoccupazione”.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















