Michelini incontra il principe Carlo davanti a La Pietà e il nobile chiede: "Scusi, quanto è alta la Macchina di Santa Rosa?"
RE INGHILTERRA
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Leonardo Michelini stringe la mano al principe Carlo d'Inghilterra, che si gira e gli chiede informazioni sulla Macchina di Santa Rosa. E' successo davvero, nella giornata di lunedì, all'interno della National Gallery.

Leonardo Michelini stringe la mano al principe Carlo d’Inghilterra, che si gira e gli chiede informazioni sulla Macchina di Santa Rosa. E’ successo davvero, nella giornata di lunedì, all’interno della National Gallery.

Il sindaco di Viterbo, sul posto per il debutto del quadro viterbese di Sebastiano Del Piombo, ha avuto modo di scambiare un po’ di parole con il figlio della regina Elisabetta.

“Ci siamo incontrati davanti alla Pietà di Sebastiano Del Piombo. Ero vicino al quadro, il Museo era tutto libero perché sono state fatte allontanare tutte le persone. Il principe era accompagnato dal direttore museo, curatrice e rappresentante Credit Swiss, banca che ha sponsorizzato la mostra.

E’ arrivato e mi ha dato subito la mano e ha scambiato due chiacchiere con me – racconta Michelini -. Mi ha parlato di Villa Lante, dove lui venne nel 1991-92 per un corso di architettura con studenti inglese. Conosce anche Caprarola. Negli anni ’90 ha visto la Macchina di Santa Rosa e ne è rimasto affascinato. La cosa mi ha fatto piacere. E’ una persona molto cordiale, tra tre settimane sarà a Firenze. Ama molto il nostro territorio e ho approfittato per invitarlo al prossimo Trasporto. Formalizzeremo a breve l’invito seguendo la procedura ufficiale”.

“La prima cosa che mi ha chiesto, dopo i saluti – continua Michelini – è stata sull’altezza della Macchina. Sono rimasto un po’ spiazzato”.

Un incontro che certo non capita tutti i giorni. E’ proprio il caso di dirlo: galeotto fu quel quadro.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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