
Leonardo Michelini rischia di diventare il primo sindaco della storia, almeno di quella recente, non presente al raduno dei facchini. Il tradizionale appuntamento – che quest’anno si svolgerà a partire dalle ore 14 nel cortile delle “scuole rosse”, ingresso via Vetulonia – sembra destinato a diventare palcoscenico per un fatto che potrebbe essere ricordato a lungo.
Mai fino a oggi era successa una cosa del genere. Le ragioni vanno ricercate nello strappo maturato tra Comune di Viterbo e Sodalizio. Una questione aperta da mesi e mai risolta. All’origine tutta la faccenda dell’esclusione dei facchini dalla commissione per la scelta della nuova Macchina, ma poi la macchia si è allargata.
Dentro al vaso di Pandora ci sta di tutto un po’: dalle parole forti verso il Sodalizio, pronunciate da alcuni consiglieri comunali per difendere le scelte della maggioranza (consiglieri di fatto “scaricati” poi dal primo cittadino durante l’assemblea dei facchini in cui lo stesso dimostrò di avere il coraggio di presentarsi), a questioni di soldi mai arrivati.
Sta di fatto che mercoledì Michelini ha tentato di ricucire durante un incontro con Massimo Mecarini e Sandro Rossi. Salvo poi uscire sui giornali con delle dichiarazioni che sono sembrate ai diretti interessati molto poco pacifiche.
Salvo miracoli dell’ultima ora, alquanto improbabili, facchini e Michelini si incontreranno il 3 settembre sotto la Macchina. Il costruttore consegnerà Gloria al sindaco e quest’ultimo ai cavalieri di Rosa per il trasporto. Poi sfilerà nel cordone insieme a tutti. Questo perché, e queste sono dall’inizio state le parole di Mecarini, : “La Macchina è del Comune, noi siamo semplicemente i portatori. Quindi a San Sisto sarà tutto come sempre”.


















