
Leonardo Michelini fa quello che c’è da fare in questo momento: incassa la mozione di sfiducia e tenta una doppia operazione. Da un lato sminuisce la portata dell’azione messa a segno dall’opposizione, cresciuta di due unità; dall’altro confida che lo “scacco al re” ricompatti i suoi e inneschi quel famoso colpo di reni che in tanti all’interno della maggioranza predicano da tempo.
Il giorno dopo la mozione di sfiducia il sindaco si dichiara tranquillo, l’unico calo visibile è quello di voce. Ma non sappiamo se dovuto a un malanno di stagione o a qualche strillone di troppo in una delle riunioni con i suoi.
Per Michelini la richiesta di sfiducia, che dovrà essere votata al massimo tra un mese in consiglio, è qualcosa da derubricare alla voce “tattica politica”. “L’opposizione fa il suo gioco, fa parte della normale dialettica politica”, il suo ragionamento.
Ma rilancia anche il suo ruolo di innovatore per la città di Viterbo: “Faremo quello che gli altri non hanno fatto e porteremo davvero questa città oltre le mura. Mi si rimprovera immobilismo ma credo mai come ora Viterbo è sulla bocca di tutti. Si punta il dito sulla buca o sul traffico o su altre cose di ordinaria amministrazione. In questi due anni e mezzo abbiamo lavorato per dare prospettive alla città, ai giovani, ai viterbesi tutti. Vogliamo cambiare il modo di pensare e di percepire Viterbo, ora penseremo anche alle buche. Abbiamo in programma un piano di riasfaltature ma governare la città non può fermarsi a quello”.
Il sindaco sottolinea l’aumento del numero dei turisti, il lavoro d’immagine fatto su Expo e rivendica una capacità di programmazione a livello alto: “Viterbo oggi è sulla bocca di tutti, credo che sia una cosa importante da prendere in considerazione”.
Smorza anche sui problemi interni alla maggioranza. Figli, a suo dire, della grande frammentazione politica degli ultimi anni. “Tutto questo ha reso difficile amministrare, perché ci sono tante forze con cui fare i conti. E’ un problema di frammentazione che riguarda la mia coalizione ma forse anche di più l’opposizione”, tratteggia il quadro il sindaco.
C’è un mese di tempo per digerire questa sfiducia. Non ci saranno mai i diciassette voti necessari per farlo cadere, questo lo sanno tutti. Il vero pericolo dell’attuale amministrazione, ancora una volta, viene dall’interno. Di fatto con la mozione di sfiducia si è aperta una nuova partita, dove tutti i consiglieri sono chiamati a prendere posizione palese nei confronti del sindaco. Dovranno decidere se è un buon primo cittadino per Viterbo o meno. Una scelta che ogni gruppo politico sarà chiamato a fare facendo i conti non soltanto con l’oggi ma anche con prospettive future.


















