''Michelini fa regali a Celleno e non finanzia la Sagra delle Ciliegie di Sant'Angelo"
Galati
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"Nel medioevo accadeva spesso che Principi e Re regalassero ai paesi vicini territori e popolazioni come dote di matrimonio per i figli illegittimi, evidentemente Michelini crede di essere il principino della Teverina", scrivono i consiglieri di opposizione Galati e Micci.

Vittorio Galati ed Elpidio Micci sono avvelenati con il sindaco Leonardo Michelini e la sua maggioranza. A far saltare i nervi ai due consiglieri di opposizione i zero euro di finanziamento alla Sagra delle Ciliegie della frazione di Sant’Angelo e i rapporti invece stretti tra Palazzo dei Priori e la Sagra delle Ciliegie di Celleno. “Nel medioevo accadeva spesso che Principi e Re regalassero ai paesi vicini territori e popolazioni come dote di matrimonio per i figli illegittimi, evidentemente Michelini crede di essere il principino della Teverina – scrivono Galati e Micci -.

Non c’e’ altra spiegazione per il comportamento tenuto nei giorni scorsi dal Comune, che invece di valorizzare le manifestazioni che avvengono nelle proprie frazioni da decenni preferisce comprarle da fuori. Eh già perchè, invece di valorizzare la sagra delle ciliegie di Sant’Angelo che ormai ha superato le 35 edizioni.il comune di Viterbo decide di finanziare quella di un altro comune! In pratica zero euro per la proloco di Sant’Angelo e un bel finanziamento per gli altri”.

“Il tutto con i soldi delle tasse dei viterbesi, che finiscono per finanziare iniziative sicuramente lodevoli ma svolte in un comune che non è quello di Viterbo. Avete preferito abbandonare le iniziative storiche del nostro comune per comprarle da fuori – continuano -. Non è lei signor sindaco che in consiglio comunale più volte ha ribadito che le frazioni devono avere tutte pari dignità? Purtroppo non è la prima volta che le capita di predicare bene e poi razzolare male.

Sinceramente non ci meravigliamo più di nulla. La mal parata si era vista già durante la notte del bilancio appena passato, quando la maggioranza compatta bocciò un nostro emendamento per finanziare la sagra delle ciliegie di Sant’Angelo, ora capiamo il perché. I soldi erano destinati ad altri.

A questo punto viene da chiedersi, ma i colleghi eletti in maggioranza nelle frazioni sono complici di questi comportamenti o impegnati a far altro nelle beghe per poltrone e assessorati?

Per questo al primo consiglio comunale utile noi chiederemo conto del comportamento del sindaco e della giunta, per capire se come al solito questi signori non conoscono niente di quello che succede a Viterbo o piuttosto nella decisione ha pesato, come ricordato in consiglio dal sindaco Michelini, il fatto che lui a Sant’Angelo le elezioni le abbia perse e non vinte”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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