Michelini al Viminale per chiedere l'allentamento del patto di stabilità
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Leonardo Michelini al Viminale per far sentire la voce di Viterbo, insieme agli altri Comuni, sulle assurdità del patto di stabilità. Allentare la stretta e permettere alle pubbliche amministrazioni di assumere chi ha perso il lavoro, questa la richiesta principale.
Leonardco Michelini

Incontro con il sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci al Viminale, anche Viterbo ha fatto sentire la sua voce. Questa mattina il sindaco Leonardo Michelini, con altri colleghi dei comuni della provincia di Viterbo, insieme al prefetto Antonella Scolamiero e al vice sindaco Luisa Ciambella, si sono dati appuntamento a Roma per portare avanti quanto già avviato nei mesi scorsi. Tra le priorità affrontate, patto di stabilità, riscossione dei tributi, funzioni di Equitalia, impiego di cassaintegrati nelle pubbliche amministrazioni, dipendenti in mobilità o in contratto di solidarietà.

“Non ci aspettiamo miracoli – ha spiegato il sindaco Michelini – ma qualche spiraglio di luce si inizia a vedere. L’incontro di questa mattina mi auguro possa aver avviato un percorso comune, da portare avanti, per ridurre i disagi che in questi ultimi anni rendono molto difficoltosa la vita alle pubbliche amministrazioni. Mi riferisco principalmente ai vincoli imposti dal patto di stabilità. Su questo fronte abbiamo insistito molto. Questa mattina abbiamo consegnato al sottosegretario Bocci il documento con le proposte che noi sindaci riteniamo possano risolvere, o quanto meno migliorare, i bilanci comunali, a oggi vincolati da rigide imposizioni normative che non lasciano autonomia a chi deve gestire e far funzionare la macchina amministrativa di un ente pubblico”.

In linea con il primo cittadino, il vice sindaco Ciambella, che aggiunge: “Un incontro proficuo – non certo risolutivo, ma comunque positivo. Un percorso che punterà particolarmente a ottenere l’allentamento del patto di stabilità, ma anche richiamare l’attenzione su un’altra questione. Quella dell’impiego dei cassaintegrati nelle pubbliche amministrazioni, una soluzione che da un lato offre un’opportunità alle tante persone al momento lontane dal mondo lavorativo, e al tempo stesso consente agli enti pubblici di poter superare quei limiti che non permettono assunzioni di personale, provocando disservizi all’ente e, di conseguenza, al cittadino”.

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