Michelini al 33esimo posto dei sindaci più amati d’Italia: +0,7% di consenso rispetto al 2015
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La classifica de Il Sole 24 Ore: al primo posto dei sindaci c’è Paolo Perrone di Lecce, poi Luigi Brugnaro di Venezia e Matteo Ricci di Pesaro al terzo. Tutti e tre hanno sfondato quota 60%.

Michelini al 33esimo posto dei sindaci più amati d’Italia. Nel sondaggio in questo inizio 2016 da parte de Il Sole 24 Ore Leonardo Michelini è risultato essere in una buona posizione incrementando il consenso di quasi l’1% rispetto l’ultimo sondaggio. Si tratta di una sorta di inversione di tendenza per il primo cittadino viterbese che infatti risale dopo aver perso, sempre secondo il quotidiano economico, quasi l’8% dei consensi dal giorno dell’elezione. Michelini partiva dal 62,9% del ballottaggio, nel 2015 stava al 55% e oggi al 55,7% di consenso. Un calo, nei numeri, da considerarsi fisiologico. Se si guarda la classifica di tutti i comuni Capoluogo sono infatti molti quelli che vedono il consenso erodersi, come fosse un fatto naturale stando al Governo.

Al primo posto dei sindaci c’è Paolo Perrone di Lecce, poi Luigi Brugnaro di Venezia e Matteo Ricci di Pesaro al terzo. Tutti e tre hanno sfondato quota 60%.

Per quanto riguarda il Lazio, guida la classifica Simone Petrangeli, sindaco di Rieti, che si trova al 9° posto con il 59,3%. Segue Viterbo con Michelini al 33° posto con il 55,7%. Frosinone si trova all’89° posto con il sindaco Nicola Ottaviani al 48%. Non in classifica Roma e Latina, al momento commissariate.

Qui la graduatoria integrale.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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