Michele Placido a Viterbo per i sopralluoghi della sua serie televisiva su Caravaggio
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VITERBO - "Una gradita visita quella di Michele Placido - così il sindaco Arena -, che mi ha preannunciato la volontà di girare a Viterbo un film su Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Un'ulteriore opportunità di ribalta internazionale per la nostra città". 

VITERBO – Michele Placido nel capoluogo della Tuscia per effettuare alcuni sopralluoghi e prendere decisioni su diverse scene della sua serie televisiva su Caravaggio. L’importante attore italiano, da qualche anno anche nei panni di regista, ha incontrato, nella giornata di ieri, il sindaco Giovanni Arena.

Il faccia a faccia tra i due si è tenuto nella giornata di ieri all’interno della Sala Rossa di Palazzo dei Priori. “Una gradita visita quella di Michele Placido – così il sindaco Arena -, che mi ha preannunciato la volontà di girare a Viterbo un film su Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Un’ulteriore opportunità di ribalta internazionale per la nostra città”. 

Nelle note di regia si legge: “Una storia che racconti Caravaggio e i suoi capolavori, l’arte e il suo contesto. Non una biografia classica, quanto piuttosto la storia in un certo senso vivente delle sue grandi composizioni. L’idea è di raccontare, senza giudicare, la sua arte, un progetto pasoliniano, perché tante sono le connessioni tra i due geni venuti a Roma da fuori e immersi nella vita reale, anche violenta, della città.

Prodotto dalla Goldenart, fondata dalla moglie di Placido, Federica Vincenti, con la partecipazione di società francesi, spagnole e tedesche. ‘Nel buio la tua luce’ vuole essere un film indipendente, scandalosamente arrabbiato come fu la vita di Caravaggio. Nel cast ci saranno attori professionisti e non, come del resto erano i modelli, clochard e prostitute, dei capolavori del pittore la cui vita era sempre ai margini. Ecco, raccontare il mistero della sua personalità artistica sarà il cuore del film che cominceremo a girare il prossimo ottobre (2019 n.d.r)”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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