Micci (Lega) su Frontini: "All’autocritica si preferisce l’oramai stantia teoria del complotto"
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VITERBO - "Ho ritenuto doveroso chiedere un chiarimento nella sede del consiglio comunale su una questione che investe il sindaco e i dipendenti dell'ente stesso".

VITERBO – Lega interroga in consiglio comunale Frontini sulle frasi riguardo ai dipendenti comunali. “Come consigliere comunale della Lega ho interrogato nell’ultimo consiglio la sindaca Chiara Frontini sulle parole apprese dalla stampa che avrebbe detto nella cena del 26 settembre a casa del consigliere comunale Marco Bruzziches, fatto dal quale sono poi scaturite le note vicende con una richiesta di rinvio a giudizio per Frontini e il marito con l’accusa di minacce a corpo politico – così Andrea Micci -.

Ho ritenuto doveroso nello spirito della trasparenza e della autorevolezza dell’istituzione, chiedere un chiarimento nella sede del consiglio comunale su una questione che investe il sindaco e i dipendenti dell’ente stesso, riguardo ai quali Frontini avrebbe detto: “Il 50% di quel materiale umano lì è da buttare, e non ci possiamo fare niente”. Anziché smentire la deprecabile e assurda generalizzazione, la sindaca ha confermato che questo è il suo pensiero. Mi sarei aspettato che si fosse scusata e avesse fatto una retromarcia su quanto detto. Invece, per l’ennesima volta, siamo qui a fare i conti con un modo arrogante e supponente di porsi alla guida del governo cittadino, dove anziché confrontarsi con i propri limiti e le proprie carenze, si è alla costante ricerca di qualcun altro su cui scaricare i motivi dei propri fallimenti, motivo per cui, c’è da attendersi che resteranno tali anche in futuro.

All’autocritica si preferisce l’oramai stantia teoria del complotto, che stavolta ha visto come protagonisti inconsapevoli i dipendenti del Comune, secondo la sindaca “poco performanti”, soprattutto per dare corpo a quel libro dei sogni che, appare chiaro, si è rivelato il suo programma elettorale”.

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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