“Mi piace immaginarti lassu' vestita da principessa con quella cascata di riccioli biondi e quel sorriso con cui nessuno può competere”
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MARTA - Paese in lutto per la morte di Michela Pesci, giovane 19enne, stroncata da un terribile male. Faceva parte della Bardella maremmana.

MARTA – Un tragico lutto dolore ha colpito la piccola comunità di Marta per la morte di Michela Pesci, giovane 19enne, stroncata da male incurabile. Ieri è stato celebrato il funerale.

Michela era una bella ragazza, con lunghi capelli biondi e uno sguardo dolce e. Grande la sua passione per i cavalli. Faceva, infatti, parte della Bardella maremmana.

Su Facebook si susseguono messaggi di cordoglio. Fra tutti ne riportiamo uno, lasciato da una sua amica, che a nostro avviso, comunica meglio chi era Michela ed il segno lasciato nella comunità martana nonostante la sua giovane età: “Mi piace immaginarti lassù vestita da principessa con quella cascata di riccioli biondi e quel sorriso con cui nessuno può competere… Mi piace pensare che fai parte di un disegno celeste dove solo le persone speciali possono far parte… Sicuramente non allevia il dolore della tua mancanza, ma da un senso alla tua prematura scomparsa… Per tutti noi oggi sei un Angelo meraviglioso”.

Anche il sindaco Maurizio Lacchini ha voluto rivolgerle un messaggio: “Siamo sconvolti tutta l’amministrazione e la comunità sono vicini alla famiglia per questo immenso dolore”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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