

Meroi vs Renzi. Il presidente della provincia di Viterbo dopo tanto incassare si ribella al governo Renzi. Il casus belli è l’assegnazione da parte dell’esecutivo delle risorse per la sicurezza scolastica dalla quale sono state escluse le scuole gestite dagli enti provinciali. “Siamo costretti a prendere atto con profondo rammarico di come il premier Renzi consideri gli studenti degli istituti superiori alunni di serie B”, ha tuonato Meroi che già alla pubblicazione del bando Meroi aveva protestato, invano.
Ma questa non è la prima volta che il presidente della provincia ha punzecchiato l’esecutivo. Recentemente era intervenuto per protestare contro il blocco dei lavori dell’autostrada tirrenica che – ha detto Meroi – sarebbe l’ennesimo smacco che il Governo farebbe al nostro territorio. Si decreterebbe così definitivamente la morte delle ultime speranza che Viterbo e la sua provincia avevano di veder ultimata la trasversale che collega Orte a Civitavecchia”.
Non da meno la replica sulla collaborazione chiesta da parte del ministro Lanzetta in vista dello scioglimento delle province. Oltre a criticare il decreto Delrio e a difendere gli enti territoriali Meroi ironizza amaramente sulle richieste del ministro. “In poche parole – scrive – Lei ci chiede di fare “miracoli”, prerogativa questa che, fino ad oggi, eravamo convinti fosse riservata unicamente alle sfere celesti”. E ancora. “Lei ci invita ad assicurare collaborazione al Governo nella fase transitoria di attuazione della riforma e su questo può stare tranquilla, il nostro impegno sarà totale. Mi permetta però di evidenziare come questa collaborazione non possa in alcun modo essere a senso unico”.
E giù. “Nelle scorse settimane il Parlamento, su invito del Suo Governo, ha approvato il disegno di legge 66 che ha comportato un ulteriore drastico taglio agli enti locali, rendendo ancora più insostenibili i vincoli del patto di stabilità per Comuni e Province. Certo, avete aumentato le buste paga di 80 euro, ma a quale prezzo? Al prezzo di costringere gli enti locali ad alzare le tasse. Un capolavoro, non c’è che dire!”.

















