
“In quindici abbiamo decretato la morte del centrodestra. Ho un quindicesimo di responsabilità”, tira dritto Marcello Meroi nel commentare, con i giornalisti intervenuti questa mattina alle 11 alla conferenza di annuncio della giunta tecnica, quanto accaduto a Palazzo Gentili. “Ho fatto tanti errori ma in questa occasione ho fatto la scelta più istituzionale possibile – continua il numero uno di via Saffi -. Non ho trovato scandalosa la richiesta del Nuovo Centro Destra di riequilibrare le rappresentanze in giunta tenendo conto del peso dei gruppi di maggioranza in consiglio. E’ una regola della politica. Il momento scelto per porre questa questione è stato il meno opportuno però ed ora eccoci qui. Le responsabilità di aver optato per la giunta tecnica me le prendo io, una gestione politica su una situazione così non è più possibile”.
E’ un presidente inchiodato al suo posto, al centro della sala. Intorno a lui tutte le poltrone vuote. Appare stanco, demotivato. Torna a parlare della politica, della delusione e di quanto certi teatrini allontanino i partiti dalla gente. Sembra un pugile nostalgico, nel mantra del “la politica non è più come una volta”.
Ora è nel limbo del consiglio provinciale. In mano alla volontà dei consiglieri tutti, maggioranza e opposizione. Tanto ormai il gioco è rotto e tutti gli schemi sembrano destinati a saltare. Potrebbe perdere l’appoggio di quelli del centrodestra e conquistare magari qualche puntello nei democrat di Federico Grattarola. Dopotutto c’è da riconsegnare in porto una nave, quella della Provincia, destinata alla rottamazione. “Ci sono quattro/cinque cose da fare, sistemate queste ce ne possiamo andare tutti”, ha commentato il presidente.
Se i numeri ci saranno Meroi continuerà l’ordinaria amministrazione dell’ente. Con i tecnici scelti chiamati ad allocare le risorse in cassa per rifacimento strade, edifici scolastici e poco altro. Se la giunta tecnica non piacerà a pezzi della vecchia maggioranza e non troverà la stampella dei democratici allora sarà decretata la fine dei giochi. Meroi metterà i quadri di Ezra Pound, affissi alle pareti del suo ufficio, negli scatoloni e tornerà alla sua vita. “Appena finita questa esperienza – confessa alla stampa – mi dedicherò alla famiglia e al lavoro, all’Inter (sorride) e al basket”.
E mentre si attende di capire cosa faranno le varie forze politiche in consiglio, se sfiduceranno Meroi o lo trascineranno avanti, non si può non costatare lo sfascio per tentata cannibalizzazione del centrodestra locale. La giornata di oggi è la loro Caporetto.


















