Mercato del sabato, il primo giorno al Carmine
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO – Per alcuni è stato un flop, per altri un grande successo. Ci siamo recati sul posto per documentare la realtà. E invitiamo tutti, soprattutto politici e media, ad essere responsabili e a non giocare con la vita di chi si alza alle quattro per lavorare.

VITERBO – Dopo tre settimane di acceso confronto tra amministrazione e ambulanti stamattina il mercato del sabato è tornato a Viterbo. Primo giorno al Carmine.

Ci siamo recati sul posto per documentare la riapertura dei banchi dopo tre settimane di stop.

In sessanta hanno deciso di ripartire dal Carmine. Sui loro volti c’è un prudente ottimismo. Una leggera tramontana li accarezza. C’è chi canta, chi dispone la merce, chi saluta un vecchio cliente che non vedeva da tempo. Domandiamo: “Come va?” E in molti ci rispondono: “Ci proviamo. Non avevamo tante altre alternative. Aspettiamo e vediamo”.

Il quartiere Carmine ha salutato positivamente l’apertura del mercato che ha portato vivacità e persone in un luogo altrimenti abbastanza isolato.

La disposizione dei banchi, un po’ alla rinfusa, lascia a desiderare, ma c’è tempo per aggiustare il tiro. La prima giornata è andata, il mercato ha riaperto.

Da giovedì proseguirà il confronto fra associazioni di categoria e l’assessore Alessia Mancini, per il nuovo mercato a Valle Faul, che nascerà a gennaio 2021.

La Fune nel frattempo non può fare altro che augurare tutto il bene possibile a chi ha deciso di esserci, di provare a riaprire con tutte le incognite del caso. Sappiate che facciamo il tifo per voi, Vi auguriamo ogni bene e saremo sempre dalla parte di chi lavora.

Quello che ci rattrista invece è il clima da stadio creato intorno alla vicenda del mercato. Con “ultras” di fazioni avverse pronti a sostenere tutto e il contrario di tutto pur di avere ragione. Sintomo di una città che ormai si divide praticamente su tutto.

Onestamente non sappiamo se la riapertura sia stata un flop o un grande successo. Solo il tempo potrà dirlo.

Invitiamo tutti, specialmente politici e media, ad assumere un atteggiamento responsabile lontano da toni eccessivamente entusiastici (che potrebbero portare a sottovalutare alcune criticità) ma, al tempo stesso, da comportamenti disfattisti (che potrebbero spaventare e allontanare le persone).

Noi non giochiamo partite sulla pelle di chi si alza alle quattro per andare a lavorare.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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