Mercato a piazza della Rocca? I commercianti del posto: "Se lo fanno è perché vogliono vederci chiudere"
piazza della rocca
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VITERBO - Il tema è di quelli caldi in città, anche se i tempi non saranno proprio un tiro di schioppo. Sta di fatto che nella prospettiva di Palazzo dei Priori c'è la ferma volontà di spostare il mercato del sabato dal Sacrario in altro luogo. Sono state individuate due alternative, ritenute possibili: appunto piazza della Rocca e via Garbini. 

VITERBO – “Qui non vogliamo il mercato del sabato”. A piazza della Rocca i commercianti sembrano essere tutti d’accordo. L’ipotesi del trasferimento dal Sacrario non piace. “Meglio dirottare tutto su via Garbini”, il pensiero più diffuso.

Il tema è di quelli caldi in città, anche se i tempi non saranno proprio un tiro di schioppo. Sta di fatto che nella prospettiva di Palazzo dei Priori c’è la ferma volontà di spostare il mercato del sabato dal Sacrario in altro luogo. Sono state individuate due alternative, ritenute possibili: appunto piazza della Rocca e via Garbini. 

Ottanta i banchisti attuali, i titolari di legittima licenza fino al 31 dicembre 2020. Se concorderanno con le intenzioni dell’amministrazione Arena di liberare il Sacrario il trasferimento sarà possibile entro l’estate, altrimenti sarà necessario attivare una procedura più lunga e si concretizzerà il tutto per Natale.

Sta di fatto che da piazza della Rocca non arriva nessun benvenuto. “No è per chi fa il mercato, sono degli eroi, ma per i disagi che questo ci porterebbe. Penalizzandoci sicuramente sugli incassi”. Taglia corto Andrea Corinti. Dal 2012 l’attività di cui è uno dei titolari si è trasferita all’ombra di Palazzo Albornoz. 

“Non ci lamentiamo, qui si lavora”. Il giudizio sul presente. Si è preso la briga di sondare gli umori dei propri vicini di piazza sull’ipotesi trasferimento. “Siamo tutti d’un sentimento. Fare il mercato a piazza della Rocca significa volerci male – prosegue il negoziante -. Se si ostinassero in questa direzione significherebbe solo una cosa, che vogliono vederci abbassare le saracinesche. In questi giorni ne abbiamo parlato molto, tra noi e da realtà storiche come quella guidata da Rolando Di Marco ai nuovi arrivati della libreria Mondadori la vediamo tutti nella stessa maniera. Per le nostre attività significherebbe non avere più parcheggi davanti e le nostre vetrine sarebbero rese invisibili dalle bancarelle. Così non funziona, anche dal punto di vista della viabilità si rischia di bloccare tutto e tenere prigioniero del mercato un pezzo di
città”.

A piazza della Rocca di mercato ne sanno qualcosa perché lì già c’era negli anni Ottanta. Spostato poi per ragioni di sicurezza, legate alle vie di fuga e scorrimento. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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