Mensa scolastica, gestione web da anni Novanta
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Nel 2025, per un servizio che riguarda ogni anno migliaia di cittadini, non si è ancora riusciti a sviluppare un'app che permetta un'interazione veloce e poco macchinosa.

VITERBO – Manca la connessione 56K per sentirsi a pieno titolo negli anni Novanta. Questa l’esperienza che vivono i genitori dei bambini iscritti alla scuola pubblica dell’Infanzia, Primaria e Secondaria Inferiore. Qualche migliaia di viterbesi che devono “interagire” con il servizio per comunicare “assenze”, “pasti in bianco” e ricaricare il proprio credito per assicurarsi di pagare quanto dovuto per il pranzo dei propri figli.

Nel 2025, per un servizio che riguarda ogni anno migliaia di cittadini, non si è ancora riusciti a sviluppare un’app che permetta un’interazione veloce e poco macchinosa. Attualmente quando un genitore deve interfacciarsi con il sistema web di gestione del dialogo tra sé e il servizio mensa del figlio deve prima andare sul sito del Comune e poi fare mille passaggi. Imbarazzante.

Un’app migliorerebbe di molto la qualità dell’esperienza. Magari fatta da professionisti capaci e utile a rendere rapido e intuitivo il dialogo famiglie-servizio. Mettiamo il tema sul tavolo, a disposizione dei consiglieri di maggioranza e minoranza di buona volontà che intenderanno portarlo in sala d’Ercole per discuterlo, trovare risorse in bilancio e realizzarlo. I fruitori futuri vi benediranno, perché quelli presenti non sono affatto soddisfatti.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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