
VITERBO – Manca la connessione 56K per sentirsi a pieno titolo negli anni Novanta. Questa l’esperienza che vivono i genitori dei bambini iscritti alla scuola pubblica dell’Infanzia, Primaria e Secondaria Inferiore. Qualche migliaia di viterbesi che devono “interagire” con il servizio per comunicare “assenze”, “pasti in bianco” e ricaricare il proprio credito per assicurarsi di pagare quanto dovuto per il pranzo dei propri figli.
Nel 2025, per un servizio che riguarda ogni anno migliaia di cittadini, non si è ancora riusciti a sviluppare un’app che permetta un’interazione veloce e poco macchinosa. Attualmente quando un genitore deve interfacciarsi con il sistema web di gestione del dialogo tra sé e il servizio mensa del figlio deve prima andare sul sito del Comune e poi fare mille passaggi. Imbarazzante.
Un’app migliorerebbe di molto la qualità dell’esperienza. Magari fatta da professionisti capaci e utile a rendere rapido e intuitivo il dialogo famiglie-servizio. Mettiamo il tema sul tavolo, a disposizione dei consiglieri di maggioranza e minoranza di buona volontà che intenderanno portarlo in sala d’Ercole per discuterlo, trovare risorse in bilancio e realizzarlo. I fruitori futuri vi benediranno, perché quelli presenti non sono affatto soddisfatti.


















