'Memoria e sogno', Juppiter racconta la Macchina di Santa Rosa come metafora della forza del sognare insieme
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Un'intera giornata di festa con al centro la tradizione del Trasporto della Macchina di Santa Rosa. Una serie di incontri intergenerazionali, uno all'interno della scuola Alessandro Volta e l'altro alla Casa delle Arti del Pilastro, organizzati dall'associazione Juppiter in collaborazione con Comune di Viterbo, il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e il Comitato Festeggiamenti Pilastro.

Un’intera giornata di festa con al centro la tradizione del Trasporto della Macchina di Santa Rosa. Una serie di incontri intergenerazionali, uno all’interno della scuola Alessandro Volta e l’altro alla Casa delle Arti del Pilastro, organizzati dall’associazione Juppiter in collaborazione con Comune di Viterbo, il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e il Comitato Festeggiamenti Pilastro.

Questo il progetto ‘Memoria e sogno’. La mattina il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini ha incontrato gli alunni della scuola Volta, portando con sé un bel gruppo di facchini. E’ stato il momento per raccontare agli alunni delle terze, quarte e quinte nel dettaglio l’origine e l’evoluzione della storia della Macchina, i diversi ruoli dei cavalieri di Rosa nella formazione e descrivere la divisa. Sono stati proiettati video, per spiegare i vari momenti del percorso del tre settembre e i ragazzi hanno avuto modo di fare domande ai protagonisti della più importante festa viterbese. Al centro il tema dell’unione e del sognare insieme, perché solo insieme si realizzano i sogni. E il Trasporto in qualche modo ne è metafora. All’incontro è intervenuto l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi che ha salutato con entusiasmo l’appuntamento.

Nel pomeriggio i ragazzi speciali di Juppiter hanno consegnato un premio al capofacchino della Minimacchina del Pilastro Pino Loddo per i suoi 45 anni da guida dell’importante evento. Loddo è stato intervistato durante la festa che si è tenuta all’interno de La Casa delle Arti. Commovente il suo racconto dell’attività svolta ogni estate con i ragazzi del quartiere, in preparazione dell’atteso momento del “sollevate e fermi” di fine agosto. Lo stesso è stato premiato con un quadro realizzato dai ragazzi speciali di Juppiter. “Ho avuto tanti premi e riconoscimenti, ma forse il più bello è proprio questo”, le parole di Loddo.

Alcuni giovani viterbesi all’estero per studio o lavoro hanno voluto salutare i ragazzi e i presenti a La Casa delle Arti con un videomessaggio, dove hanno raccontato emozioni e ricordi legati al Trasporto della Macchina di Santa Rosa. L’evento è stato anche l’occasione per presentare il nuovo calendario di attività de La Casa delle Arti. Durante l’incontro il messaggio di saluti dell’assessore alle Politiche Giovanili Alessandra Troncarelli e l’annuncio della prossima apertura, presso Casa delle Arti (via Cristofori 8) del servizio di “aiuto compiti”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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