Meloni: "Laura Allegrini può vincere al primo turno". Prova muscolare di Fratelli d'Italia
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VITERBO - Il comizio di piazza del Comune funziona. Seicento sedie tutte occupate e molta gente in piedi dietro. Non sono i tempi di Almirante ma per essere l'anno di grazia 2022 il peso di una forza politica radicata e trainante si sente. 

VITERBO – Fratelli d’Italia c’è e nel capoluogo della Tuscia arriva Giorgia Meloni per dare tutta la spinta possibile al candidato sindaco Laura Allegrini. 

Il comizio di piazza del Comune funziona. Seicento sedie tutte occupate e molta gente in piedi dietro. Non sono i tempi di Almirante ma per essere l’anno di grazia 2022 il peso di una forza politica radicata e trainante si sente. 

“Laura Allegrini può vincere al primo turno, oppure al secondo”, ipse dixit Meloni. Un comizio, quello della leader di FdI tutto incentrato su un tema: la coerenza. E che a queste latitudini politiche sono abituati a tirare dritti lo ha dimostrato anche il partito viterbese che, una volta deciso il nome di Laura Allegrini come candidato sindaco, non si è mosso di un millimetro. Risultato finale un centrodestra spaccato ma anche l’occasione per Rotelli & Co di misurare i rapporti di forza interni al centrodestra sul territorio e fornire una base di ragionamento alle prossime elezioni regionali e politiche da tenersi a inizio 2023, salvo sorprese comunque non impossibili dopo l’estate. 

Meloni ha tessuto le lodi di Laura Allegrini: “E’ il candidato che serve al territorio, questa è la nostra priorità. Abbiamo davanti una persona di lunga esperienza politica e amministrativa. In caso di secondo turno speriamo di ricompattare il centrodestra”. 

Piazza del Comune riserva un abbraccio caloroso alla sua leader che ricambia con entusiasmo, considerando anche il legame personale stretto con la città dei papi e con l’onorevole Mauro Rotelli. La conta dei presenti sfiora le mille e cinquecento unità. Non poco di questi tempi. 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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