Melilli vince nella Tuscia. A Viterbo l'asse "Fioroni-Serra" inverte il risultato
appia genio
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Tutto secondo pronostici. Fabio Melilli ha incassato tanti consensi nella Tuscia, confermando l'andamento sul resto del territorio laziale, diventando in maniera liscia segretario regionale del Pd. Nel capoluogo però l'asse "fioroni-serra" fa la magia e porta in testa la Bonaccorsi.
“L’attesa della pesa” – idea R. Pomi, realizzazione Luca Appia

Fabio Melilli è il nuovo segretario regionale del Partito Democratico. Le previsioni della vigilia hanno trovato conferma. L’ex presidente della Provincia di Rieti ha incassato il consenso anche della Tuscia (4936 voti, pari al 55,42%), dove batte in maniera piuttosto chiara la sfidante diretta: Lorenza Bonaccorsi (3687, 41%); e il candidato civatiano Marco Guglielmo (284 preferenze, 3,18%). 

In controtendenza la situazione nel capoluogo. A Viterbo (centro più frazioni) infatti il peso dei “fioroniani” e dei “renziani” di credo “serramanciniano” invertono i poli del risultato. Ecco che la Bonaccorsi incassa 1263 voti, Melilli 331 e Guglielmo 28. Una vera e propria asfaltata di una corrente sull’altra.

Bassa partecipazione ai seggi “democrat”. Nel 2012 andarono a votare circa in 12mila, la competizione di ieri è arrivata a coinvolgere meno di 9mila unità. Tra i dati che balzano all’occhio il risultato di Canepina, feudo del “mililliano” Enrico Panunzi: ben 733 votanti e 697 voti per Melilli.

Tutto il resto è noia, come dice chiaramente la bassa partecipazione.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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