Mel Gibson nella Tuscia alla ricerca di location per il suo nuovo film sulla Resurrezione di Cristo
Gibson
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Scava scava, troviamo conferme. Gibson è in mezzo a noi, esattamente a pranzo al mitico Richiastro, enclave della buona cucina e della tradizione viterbese.

VITERBO – C’è Mel Gibson a Viterbo. L’indiscrezione sta circolando in queste ore in città, anche se è stato difficile trovare qualcuno pronto a sbottonarsi. In parecchi si sono chiesti chi è arrivato, nella giornata di venerdì, con quel business jet (il primo della storia) atterrato all’aeroporto Fabbri del capoluogo della Tuscia. Difficile dare risposte ma poi spunta una foto, pubblicata da Tuscia Love, che lo immortala nel centro storico.

Verità? Fake? Effettivamente Gibson si trova in questi giorni in Italia e nei giorni scorsi “ha visitato parecchi posti della Puglia. Dopo più di vent’anni, il divo di Hollywood torna nei luoghi che già la prima volta ospitarono le riprese del film che raccontava gli ultimi giorni di vita di Gesù di Nazareth. Per il secondo capitolo del kolossal, Mel Gibson non si limita a Matera e alla Basilicata, ma cerca nuove location anche in Puglia”. A raccontarlo sono numerosi giornali italiani.

Gibson è stato infatti avvistato in Salento, dove ha effettuato alcuni nuovi sopralluoghi per capire se ci sono posti adatti al suo film. Diverse le testimonianze delle strutture ricettive pugliesi, felici di potersi immortalare insieme all’attore e regista premio Oscar per Braveheart. Tra queste, l’Hotel Costa Brada di Gallipoli, storico albergo affacciato sul mare del Salento che pare sia stato scelto da Gibson per il suo soggiorno pugliese; e il ristorante tipico La Macare di Alezio, che ha immortalato e postato sui social la visita dell’attore.

Il film, in uscita nel 2026, racconterà la Resurrezione di Cristo e vede il ritorno di Jim Caviezel nel ruolo di Gesù, con un cast in parte italiano e grandi aspettative nonostante le polemiche sul regista. Le riprese di ‘La Passione di Cristo 2 – Resurrection’ dovrebbero iniziare presto, presumibilmente verso la fine dell’estate.

Così, scava scava, troviamo conferme. Gibson è in mezzo a noi, esattamente a pranzo al mitico Richiastro, enclave della buona cucina e della tradizione viterbese.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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