Mediaset guarda alla storia medioevale di Viterbo scritta da Marta Tempra
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Marta Tempra, autrice con Furio Thot di “A.D.1243 – l’ultimo assedio”, il romanzo storico che ha per protagonista la gloriosa Viterbo medievale e il suo vittorioso assedio contro Federico II, è stata selezionata tra i sei autori che presenteranno le proprie storie al direttore dell’Osservatorio letterario Mediaset Carlo Micciché.

La storia di Viterbo protagonista di una fiction Mediaset: sembra un sogno, eppure – forse – potrebbe diventare realtà. Proprio in occasione del Salone del Libro di Torino, infatti, la giovane autrice viterbese Marta Tempra è stata selezionata tra i sei autori che presenteranno le proprie storie al direttore dell’Osservatorio letterario Mediaset, Carlo Micciché.

Tra le storie proposte anche ‘A.D.1243 – l’ultimo assedio’, il romanzo storico che ha per protagonista la gloriosa Viterbo medievale e il suo vittorioso assedio contro Federico II. Alla luce dell’enorme successo della serie tv “I Medici” di Rai Fiction (girata, peraltro, anche a Viterbo), non è detto che Mediaset non decida di puntare su una storia ancora mai raccontata.

D’altronde, il successo ottenuto dal romanzo (scritto da Marta Tempra e Furio Thot) è indice di un gradimento tutt’altro che locale: presentato in anteprima per il festival Caffeina, il libro è stato oggetto di un tour letterario per tutta l’Italia, che ha fatto tappa, tra gli altri, niente meno che a Expo.

E non è tutto: ‘A.D.1243 – l’ultimo assedio’ infatti è stato in gara per la scorsa edizione del Premio Campiello, ha fatto vincere alla casa editrice Arpeggio Libero il premio letterario Buk Modena come miglior editore e all’autrice appena venticinquenne il Premio Città dei Papi come eccellenza del territorio.

Un successo talmente unanime, anche a due anni dall’uscita del romanzo, da non poter certo esaurirsi così. È stato annunciato infatti un seguito, ambientato circa quindici anni dopo la fine de “L’ultimo assedio” e in prossima uscita, nonché un capitolo finale della saga che vedrà come protagonista nientemeno che il famoso Conclave del 1271.
Una visibilità senza pari per la città di Viterbo, soprattutto se l’incontro con Mediaset portasse agli esiti sperati.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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