Medaglia d'oro al valore per il tenente colonnello Raffaele Aruanno
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Il militare, pugliese ma residete a Vitorchiano, riceverà l'onorificenza alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche civili e militari.

Questa mattina per festeggiare il 155° anniversario, nell’Ippodromo Militare “Gen. C.A. Pietro Giannattasio” di viale Tor di Quinto, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche civili e militari, si terrà una cerimonia commemorativa nel corso della quale sarà conferita la Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito al Tenente Colonnello Raffaele Aruanno.

Le medaglie d’oro e d’argento al valore dell’Esercito sono concesse a coloro che, in condizioni di estrema difficoltà, hanno dimostrato spiccato coraggio e singolare perizia, esponendo la propria vita a manifesto rischio per salvare una o più persone in grave pericolo oppure per impedire o diminuire comunque il danno di grave disastro.

Il Ten. Col. Raffaele Aruanno è nato a Bari nel 1972 e attualmente risiede a Vitorchiano con la propria famiglia.

Entrato alla Scuola Militare Nunziatella nel 1988 ha poi frequentato nel 1991 presso L’Accademia Militare di Modena, il 173° Corso ”Valore”, Ruolo Normale, ne è uscito con il grado di sottotenente nel 1993, conseguendo, nel 1996, al termine dell’iter formativo presso la Scuola di Applicazione di Torino, la laurea in Scienze Politiche.

Ha conseguito la laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’università di Trieste, il Master di 2° livello in Scienze Strategiche presso l’università di Torino e il Master di 1° livello in Scienze Strategiche presso l’università di Milano/Luiss “Guido Carli” di Roma.

La prima assegnazione, quale Comandante di plotone fucilieri, è stata al 183° Reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia, inquadrato nella Brigata paracadutisti “Folgore”.

Successivamente, ha comandato, fino al 2001, la compagnia paracadutisti con il grado di Capitano presso il 186° Reggimento paracadutisti “Folgore” a Siena e ha partecipato più volte alla Missione in Kosovo (KFOR).

Durante questo periodo, ha conseguito le qualifiche di paracadutista abilitato al lancio con la tecnica della caduta libera, di Forward Air Controller e numerosi corsi di specializzazione.

Dal 2004, dopo aver ottenuto la qualifica di Pilota Osservatore dell’Aviazione dell’Esercito ha comandato lo Squadrone di volo su CH47 del 26° Gruppo Reos (Reparto Elicotteri per le Operazioni Speciali) partecipando più volte volte alla Missione in Afghanistan in ambito  International Security Assistance Force (ISAF).

Con la promozione al grado di Maggiore e la successiva frequenza del 12° corso ISSMI, nel 2010, viene assegnato alla Divisione J5 Piani del Comando Operativo di vertice Interforze (COI) di Roma.

In tale ambito, fino al 2012, ha operato, quale planning Officer, per la partecipazione nazionale alle operazioni Nato in atto (KFOR, ISAF, Ocean Shield, Active Endeavour, Unified Protector). Successivamente ha comandato, nel grado di Tenente Colonnello, l’11° Gr. Sqd. Aves “Ercole” del 1° “Antares”. Durante questo periodo è stato impiegato, tra settembre 2013 e febbraio 2014 con la Task Force Fenice (Regional Command West) a Herat, in Afganistan, nell’ambito dell’Operazione Isaf.

Dal 22 settembre 2014, ha assunto l’incarico di Capo Sezione Piani di Contingenza del J5P del Comando Operativo di vertice Interforze (COI) di Roma. A Shindand (Afghanistan), il 5 gennaio 2014, nell’ambito dell’impiego in Afghanistan, riusciva a evacuare da una situazione di estremo pericolo i militari presenti. Con decreto presidenziale n. 326, datato 16 novembre 2015, al Tenente Colonnello Raffaele Aruanno, nato il 2 giugno 1972 a Bari, è stata concessa la medaglia d’oro al valore dell’Esercito con la seguente motivazione: “Comandante di aeromobile, durante la fase di sbarco per l’infiltrazione di Forze Speciali italiane e afghane, veniva bersagliato da violento fuoco nemico. Con coraggio, lucidissima determinazione e a rischio della propria vita, si accertava in prima persona che nessuno dei militari sbarcati rimanesse sul terreno e manovrava il proprio elicottero, gravemente danneggiato, consentendo l’evacuazione dei feriti a bordo. Magnifica figura di pilota e Ufficiale che ha contribuito a dare lustro al Contingente nazionale e all’Esercito Italiano in un contesto interforze e multinazionale”.

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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