Mecorio guida tutti sul "Cammino della Sibilla", esce 'Di passi e di acqua'
Foto Mecorio con Borzacchiello e Samorì
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"Di passi e di acqua. Una guida fluida al Cammino della Sibilla" (14 euro, 124 pagine, Sette città editore), è disponibile in tutte le librerie e in tutti gli store online. E si può ricevere dagli ideatori del Cammino direttamente o contattandoli via mail (info@camminodellasibilla.com).

È appena uscito, per la casa editrice viterbese Sette città, “Di passi e di acqua. Una guida fluida al Cammino della Sibilla”.

Il Cammino della Sibilla è un percorso a piedi di novanta chilometri, che parte dall’ombelico d’Italia, a Rieti, e attraversando Rocca Sinibalda, Castel di Tora, Orvinio, Licenza e San Polo dei Cavalieri, conduce al cuore di Tivoli. Al tempio di Vesta e della Sibilla, da cui poi il tracciato prende il nome.

Il libro è il quinto volume della fortunata collana “Guide sentimentali”. E come da copione descrive non solo le tappe e ciò che gli ruota attorno (ospitalità, servizi, timbri, spostamenti, cartellonistica), ma anche gli aspetti emozionali del percorso. Le facce che lo animano, le curiosità, le sensazioni che si vivono sulle scarpe, la natura che cambia strada facendo.

L’autore è viterbese anch’esso, Stefano Mecorio, noto ai più come il frantoiano che cammina e scrive. Già presente sugli scaffali per Sette città con “La guida più piccola d’Italia del cammino più piccolo d’Italia” e “La mia Francigena”, “Il Cammino della Tuscia” per Ediciclo editore. Mecorio è anche fondatore del Consorzio Camminatori Indipendenti, nonché collaboratore della Scuola del viaggio.

“Siamo partiti dal concetto di acqua, in tutte le sue sfumature – spiega Mecorio – L’acqua come elemento fondante e onnipresente lungo la Sibilla. E abbiamo costruito una guida fluida. Capace di andare in profondità con leggerezza. Da leggere tutta d’un fiato. Parlo al plurale perché in molti mi hanno accompagnato in questa avventura. Molti hanno scritto. E quindi approfitto per citare Claudio Pupi, l’ambasciatore del Cammino, che ci ha donato le sue splendide foto. E pure Riccardo Nifosì, la guida ‘di casa’, che invece ha curato le schede tecniche. Dentro il libro sono presenti poi altre persone e altri pareri. Abbiamo messo in piedi un bel tavolo di dibattito, una bella ciurma”.

Soddisfatto del prodotto finito anche Antimo Borzacchiello, ideatore e curatore del cammino. “Il libro certifica il Cammino stesso – conferma – Carta canta, in fin dei conti. Non cercavamo una guida classica, ma un approfondimento, un qualcosa che fosse buono da leggere anche sul divano di casa. Ne è uscito un opuscolo delizioso, perfetto pure per chi non cammina, che può fare da volano turistico per l’intera area. Ringraziamo Stefano, l’editore Emanuele Paris, e tutte le persone che ci hanno aiutato in questo lungo anno di lavoro, in primis Parco e Riserva”.

“Di passi e di acqua. Una guida fluida al Cammino della Sibilla” (14 euro, 124 pagine, Sette città editore), è disponibile in tutte le librerie e in tutti gli store online. E si può ricevere dagli ideatori del Cammino direttamente o contattandoli via mail (info@camminodellasibilla.com).

A breve sui canali social della Sibilla verranno annunciate alcune presentazioni itineranti a cavallo tra l’anno in corso e quello nuovo, anch’esse fluide. Ogni volta infatti interverranno persone diverse, nel segno della condivisione e del sano scambio di idee.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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