Mecarini: "Auguriamo a Viterbo di risollevarsi, sia economicamente che spiritualmente"
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VITERBO - Una girata della Macchina dedicata a Norveo Fedeli, condivisa con il ricordo del maestro Franco Zeffirelli; legato al capoluogo della Tuscia e scomparso nelle scorse settimane. 

VITERBO – L’anno dell’augurio dei Facchini a Viterbo di un futuro di speranza. Così sarà ricordato il Trasporto 2019. “Auguriamo alla nostra città di risollevarsi, sia economicamente che spiritualmente”, così il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini.

Una girata della Macchina dedicata a Norveo Fedeli, condivisa con il ricordo del maestro Franco Zeffirelli; legato al capoluogo della Tuscia e scomparso nelle scorse settimane. 

“Quanto accaduto a Viterbo nei mesi scorsi ha scosso profondamente tutti. C’era bisogno di un segnale anche da parte del Sodalizio e quindi abbiamo deciso di dedicare l’intero Trasporto alla città e ai nostri concittadini – spiega Mecarini -. Ci è sembrato doveroso ricordare Fedeli, per dare segnale di vicinanza alla famiglia ai suoi numerosi amici e a tutti i commercianti del centro storico”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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