Mecarini attaccato dai Facchini, ma sarebbe una bufala. Ciucciarelli: "Giù le mani da Santa Rosa"
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Secondo quanto riportato alcuni giorni fa dal quotidiano viterbese, durante l’appuntamento il presidente del Sodalizio Massimo Mercarini e il capo facchino Sandro Rossi sarebbero stati oggetto di un violento attacco da parte dei facchini più anziani che, secondo il Corriere, avrebbero chiesto ai due, di fatto, di andarsene.

Da un lato il Corriere di Viterbo, dall’altro Unione della Tuscia. L’ultima assemblea del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa fa discutere. Secondo quanto riportato alcuni giorni fa dal quotidiano viterbese, durante l’appuntamento il presidente del Sodalizio Massimo Mercarini e il capo facchino Sandro Rossi sarebbero stati oggetto di un violento attacco da parte dei facchini più anziani che, secondo il Corriere, avrebbero chiesto ai due, di fatto, di andarsene accusandoli di cercare il modo di farli fuori, ad esempio abbassando l’età entro cui mandare un facchino in pensione.

Il racconto del Corriere di Viterbo è stato stigmatizzato da Unione della Tuscia. “La realtà dell’accaduto – commenta Umberto Ciucciarelli – è ben diversa. E cioè che contro la decisione di abbassare l’età massima per cui si possa ‘portare’ la Macchina si sono levate solo tre legittime, ma sparute voci di altrettanti facchini, diversamente da quanto l’articolo in questione lasciava intendere. Mi chiedo come si possa essere così ingenui – aggiunge Ciucciarelli – da credere che i Viterbesi possano dimenticare con un colpo di penna tutti i meriti che l’attuale gruppo dirigente del Sodalizio può vantare ad esclusiva gloria della Città e di Rosina”.

Ciuccuarelli fa riferimento al riconoscimento Unesco e ai Trasporti eccezionali del 2014 e del 2016, l’uniformità della divisa come emblema di un corpo unico, le Cene in Piazza con finalità solidaristiche e l’allontamento della poltiica dal Sodalizio: “Giù le mani da Santa Rosa”, conclude poi Umberto Ciucciarelli.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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