
VITERBO – Alessandro Mazzoli commenta il voto del 26 maggio dalla prospettiva del Partito Democratico. Analizzando quanto accaduto a Civita Castellana e Tarquinia e guardando alla situazione che si apre sul comune capoluogo
Che notte è stata quella del 26 maggio?
“E’ stata una piacevole notte, una notte importante. Questo risultato ci consegna un cambiamento significativo a distanza di un anno dalle elezioni politiche del 2018. C’è un ribaltamento delle posizioni di forza tra i due partiti di governo, questo è un dato che va analizzato a fondo. Le forze del centrodestra, oggi divise, mantengono una forza notevole. Cambia però la natura del centrodestra, con un dominio forte della forza sovranista. I Cinque Stelle non sono riusciti a far valere la propria forza parlamentare. Le parole d’ordine sono quelle della Lega che detta l’agenda politica e i risultati sono questi. In tutto questo c’è un dato importante per il Pd che è il sorpasso sul Movimento Cinque Stelle. Da qui dobbiamo ripartire”.
La ricetta Zingaretti sta funzionando?
“La ricetta Zingaretti sta dando segnali a una parte del Paese. Il Pd si sta rappresentando come una forza più presente sul territorio, più aperta e generosa. Capace di costruire un campo largo del centrosinistra che è l’unica alternativa al centrodestra sovranista”.
40% per la Lega, ci siete passati con Renzi, sono vette pericolose?
“Possono essere pericolose. Allora per noi quel 40,8% non era un dato acquisito per sempre e si è visto, oggi questo vale anche per la Lega. Il consenso raccolto va mantenuto. Alle promesse devono seguire i fatti. Di qui a qualche mese vedremo meglio che succede e capiremo la sostanza di questo consenso”.
Tarquinia era un vostro feudo, cosa è successo?
“Siamo stati molto forti ed espresso buone amministrazioni fino a quella di Mazzola. Già la volta scorsa non raggiungemmo il ballottaggio”.
Civita Castellana?
“Veniamo dai due mandati importanti, con due belle vittorie, con Gianluca Angelelli. Puntiamo a giocarci tutto con il ballottaggio e vedere Tonino Zezza sindaco di Civita Castellana”.
Quello è uno storico territorio del centrosinistra, che effetto fa vedere la Lega a questi livelli?
“Fa effetto ma è un fenomeno nazionale. Le forze sovraniste rappresentano il 7% del Parlamento Europeo ma in Italia hanno avuto forte affermazione. A Civita la prima volta siamo stati sconfitti nel 1999 e fino al 2009 il sindaco fu Massimo Giampieri di Alleanza Nazionale. Quindi una sconfitta del centrosinistra è già accaduta. Certo che la Lega al 40%, sopra la media nazionale, è un problema che riguarda il centrosinistra. Il Pd da un anno a questa parte è un partito commissariato ma ora con Marco Tolli stiamo ricostruendo. Il Partito Democratico e la sinistra devono lavorare in profondità su tutte le provincie italiane. Sulle grandi aree urbane il Pd ha avuto buoni risultati è in periferia che dobbiamo cambiare le modalità e tornare in sintonia con il Paese vero”.
Quali i vostri errori?
“Dimenticare, o dare l’impressione di farlo, i ceti popolari. Soprattutto in un periodo di forte crisi”.
Zingaretti sta cambiando direzione?
“La sua vittoria alle primarie è legata a questa necessità di cambiamento del Pd, per una politica che torni in sintonia anche con la parte più fragile del Paese. Anche perché il governo giallo-verde non riuscirà a dare risposte, già si vede adesso”.
Una riflessione sul Comune di Viterbo. Eravate riusciti a prenderlo cinque anni fa dopo 18 anni di governo di centrodestra ma l’occasione è stata sprecata?
“Occasione non sfruttata al meglio. Sono prevalse le tensioni e le divisioni che non hanno permesso di dare il senso di una squadra unita e compatta. Siamo arrivati divisi alla fine del percorso e nel 2018 siamo rimasti fuori dal ballottaggio nel capoluogo. Tutte le tensioni interne al Pd si sono trasferite sul Comune di Viterbo, dopo le politiche e regionali si poteva trovare un percorso comune. A oggi ciascuno dovrebbe fare una riflessione su questo primo anno di Arena. A prescindere dagli orientamenti politici mi pare prevalga l’inconcludenza, la litigiosità e lo scontro interno. Quella politica negativa che non produce niente per i cittadini”.
La tenuta di questa maggioranza si fa complicata?
“Se non saranno in grado di gestire quanto sta accadendo sì”.
Riuscirete a riunirvi come Pd?
“Abbiamo bisogno di lavorare intensamente su questo nuovo percorso avviato da Zingaretti. Dobbiamo ricucire le ferite e lavorare”.


















