Mazzoli commissario del Pd di Civita Castellana
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CIVITA CASTELLANA - "Sono certa che l’esperienza e la competenza di Alessandro Mazzoli sapranno essere di assoluta garanzia e di aiuto al partito di Civita Castellana e che si riuscirà a ricostruire un clima disteso e di collaborazione interna e a riattivare una discussione più libera e legata alle esigenze della città". Così il segretario provinciale Manuela Benedetti.

Alessandro Mazzoli nominato commissario del Pd di Civita Castellana. Alle 12.00 di sabato si è conclusa la votazione elettronica della direzione del Pd Lazio che doveva esprimersi sul commissariamento di alcuni circoli della nostra regione.

Per la provincia di Viterbo tale provvedimento riguardava il circolo Pd di Civita Castellana che, dopo il risultato delle recenti elezioni amministrative e i personalismi, le fratture e le divisioni che erano conseguentemente venute a galla, aveva portato la federazione di Viterbo e il segretario regionale Astorre ad intervenire chiedendo di evitare strappi.

La situazione di scontro interno non era però riuscita a ricucirsi. E’ così che, facendo seguito a quanto annunciato da Astorre in una precedente direzione regionale del 28 settembre, si è arrivati a chiedere il commissariamento del circolo Pd di Civita Castellana.

“La segreteria della federazione di Viterbo ha avanzato al segretario regionale e alla commissione di garanzia regionale la proposta di Alessandro Mazzoli, presidente dell’assemblea provinciale Pd Viterbo, quale commissario incaricato; proposta che è stata accolta all’unanimità e presentata alla direzione regionale che l’ha approvata con 53 voti favorevoli e 2 contrari – così in una nota il segretario della federazione Pd Viterbo Manuela Benedetti -.

Sono certa che l’esperienza e la competenza di Alessandro Mazzoli sapranno essere di assoluta garanzia e di aiuto al partito di Civita Castellana e che si riuscirà a ricostruire un clima disteso e di collaborazione interna e a riattivare una discussione più libera e legata alle esigenze della città”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

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