Mazzola: "La vittoria di Talete al Tar dimostra che le norme non si possono cambiare"
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Soddisfazione da parte del presidente della Provincia, dopo che il tribunale amministrativo del Lazio ha respinto il ricorso dei 18 comuni alla delibera regionale che li obbliga a entrare in Talete

“La sentenza del TAR dimostra che l’iniziativa dei 18 comuni era sbagliata e accoglie di fatto tutte le nostre posizioni”. Lo afferma il presidente della Provincia di Viterbo Mauro Mazzola, in riferimento al ricorso sulla cessione degli impianti idrici comunali a Talete Spa respinto dal Tribunale Amministrativo del Lazio.

“Mi auguro che i comuni coinvolti, in modo particolare quello di Montalto di Castro, con il sindaco Sergio Caci, rivedano la loro posizione. – prosegue il presidente Mazzola – Le norme non si possono cambiare e questo è quello che dice la sentenza. La riunione dei giorni scorsi, convocata per una questione a favore dei cittadini, è stata forse, purtroppo, trasformata in un ‘gioco’ politico, con il tentativo di convincere i comuni a ricorrere al Consiglio di Stato”.

“Finalmente abbiamo un consiglio d’amministrazione che non fa politica, ma quello che deve fare, ovvero amministrare una società. Mi auguro che prevalga il buon senso, anche se dispiace vedere alcuni comuni votare il bilancio di Talete e poi presentare il ricorso. Ai miei colleghi sindaci, dico che ci rivedremo presto all’Ato, seguendo la linea già tracciata”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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