Mazzola alla Festa della Ciliegia: "Importante mantenere vive le tradizioni genuine"
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Il presidente della Provincia entusiasta dopo la visita alla manifestazione di Celleno con il consigliere regionale Riccardo Valentini

“Con grande piacere, ho partecipato, ieri, insieme al consigliere regionale Riccardo Valentini, alla giornata conclusiva della 30° edizione della Festa delle Ciliegie di Celleno, noto soprattutto per le sue ciliegie Ravenna”. Queste le entusiaste parole di Mauro Mazzola, presidente della provincia di Viterbo, dopo la sua visita alla Feste delle Ciliegie di Celleno.

“Ogni anno – ha dichiarato Mazzola – ricorre questo folkloristico appuntamento, in cui turisti, curiosi e gente del posto, si incontrano non solo per assaggiare le ciliegie, ma anche per degustare i numerosi prodotti locali, ascoltare musica ed assistere alla sfilate dei carri allegorici a tema. Grazie all’impegno tra il Comune, la Pro Loco ed il Consorzio dei produttori della ciliegia di Celleno, è stato possibile organizzare una settimana ricca di eventi, ai quali i giovani del posto lavorano per mesi, durante tutto l’anno, con passione e dedizione”.

“Un momento saliente della manifestazione è stata la realizzazione della crostatona, giunta alla XVI edizione. Si tratta di una crostata lunga oltre venti metri, con marmellata di ciliegie di Celleno, preparata da signore esperte in ambito culinario ed offerta, gratuitamente, a tutti i presenti. Numerose erano le persone accalcate davanti allo stand della crostatona, per assaggiare questa prelibatezza”.

“In questo goliardico contesto – ricorda il presidente Ato – non è mancata la gara dello sputo del nocciolo, il cui campione, Mauro Chiavarino, detentore del titolo da ben quattro anni, ha di nuovo avuto la meglio sui suoi avversari, tirando il nocciolo ad una distanza di oltre 19 metri. Credo sia importante mantenere vive le sane e genuine tradizioni, e le culture di ogni paese del nostro territorio, affinché possano essere trasmesse alle nuove generazioni”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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