Maxi inchiesta anti pedopornografia, tra i trentuno indagati anche un viterbese
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FIRENZE - Trentuno indagati con l'accusa di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, tutti residenti in Toscana e un viterbese. Cinque sono stati arrestati e i restanti denunciati. 

FIRENZE – Trentuno indagati con l’accusa di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, tutti residenti in Toscana e un viterbese. Cinque sono stati arrestati e i restanti denunciati. 

Parliamo di migliaia di “file“ scambiati in rete, in particolare su Telegram. Scene pesanti da vedere, con bambini anche molto piccoli costretti a subire abusi sessuali. Dodici tra gli indagati sono residenti a Firenze, due a Lucca, due a Pisa, tre a Siena, tre ad Arezzo, uno a Livorno, uno a Grosseto, tre a Prato, due a Massa, uno a Pistoia e poi uno fuori regione a Viterbo. L’inchiesta, è una costola della lombarda Dictu, che ha portato nel complesso all’individuazione di 1700 persone scoperte a scaricare, accumulare e condividere con altri immagini e film pedopornografici. 

Ventisette le perquisizioni disposte dal pm Ester Nocera ed eseguite da personale del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale Toscana diretto da Lorenza La Spina.

Arresti e denunce dettate da due diverse motivazioni: “detenzione di ingente materiale pedopornografico” (migliaia di immagini e video con bambini coinvolti in atti sessuali con adulti o con altri minori) e “utilizzo di minori per produzione di materiale porno”. Dei cinque arrestati uno è già ai domiciliari; agli altri, scarcerati dopo alcuni giorni, è imposto l’obbligo di firma.

Oltre 1500 i file scabrosi scoperti dalla Polposta a partire dalla prima perquisizione, effettuata il 6 dicembre, più altro materiale ’misto’ (pedofilo e pornografico). Tra i coinvolti a Firenze un vigile del fuoco, un ex catechista sulla trentina, un disoccupato di 42 anni. Ad Arezzo il conducente di autobus. Due avevano rapporti con figli o parenti tra uno e otto anni di età. Hanno dai 20 ai 60 anni di età. I più scaltri hanno immagazzinato il materiale in cartelle personalissime.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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