VITERBO – Il capoluogo rischia di essere “pugnalato” alla schiena da un ampliamento della discarica di Monterazzano sproporzionato e funzionale solo a fare diventare la Tuscia la pattumiera del Lazio per i prossimi anni. Una prospettiva che nessun viterbese poteva immaginare nei giorni del voto per il rinnovo del consiglio regionale quando l’allora candidato e oggi presidente Rocca non perdeva occasione per rilasciare interviste con dichiarazioni rassicuranti sulla materia. Naturalmente quel messaggio trovava eco anche nell’allora candidato Daniele Sabatini, premiato dall’elettorato con un treno di voti e arrivato, anche grazie a quel supporto robusto, a ricoprire il ruolo di capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia (22 consiglieri, capaci quindi di fare il bello e cattivo tempo su ogni decisione che c’è da prendere).
A una manciata di mesi da quelle votazioni e da quel consenso ottenuto Rocca si sta rimangiando quanto dichiarato a Tgcom24 nella giornata di venerdì 17 febbraio: “Viterbo rischia di vedere allargata la sua discarica, sicuramente io mi opporrò a questa soluzione”. Peccato che in data 20 giugno 2023, con Rocca saldamente alla guida di Regione Lazio da qualche mese, la Direzione Regionale Ambiente esprime parere favorevole all’ampliamento della discarica viterbese nel rispetto delle seguenti prescrizioni: “l’impianto di discarica sarà a servizio del territorio regionale”.
In queste ore Fratelli d’Italia sta cercando di sostenere, come accaduto durante il consiglio comunale straordinario sulla discarica di qualche giorno fa e attraverso recenti dichiarazioni dello stesso Sabatini, che la colpa dell’ampliamento sia della sindaca Chiara Frontini. La strategia di addossare la colpa a Palazzo dei Priori tradirebbe però il doppio fine di non opporsi alla discarica, permetterla senza contrapporsi alle logiche di partito e romane, e infine strumentalizzare l’ampliamento per deformare la realtà e mettere nel sacco il sindaco del capoluogo. Politicamente un giochino anche astuto ma immaginato sulla pelle dei viterbesi e sul futuro del territorio di Tuscia. Come sia compatibile un lavoro di costruzione dello sviluppo turistico, di promozione dei prodotti agricoli con il diventare la discarica del Lazio è difficile immaginarlo. Per questo, a chi ha a cuore Viterbo, la linea che Fratelli d’Italia sta esprimendo in questo momento preoccupa e non poco.
Il Comune di Viterbo infatti, da un punto di vista tecnico, poco poteva e poco può fare per opporsi. Nelle tanto sbandierate conferenze dei servizi infatti le funzioni riconosciutegli sono “parere consultivo sulla Variante Urbanistica” e “il nulla osta sull’impatto acustico”. Tecnicamente le spiegazioni tecniche fornite da Allegrini nel consiglio straordinario e da Sabatini con quanto dichiarato non reggono.
Regge invece l’inquadramento della situazione che è stato fatto da tutte le altre forze politiche che si sono espresse in consiglio e non da ultimo dal consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi, non proprio uno sprovveduto. Un inquadramento chiaro e lineare che sostiene una verità semplice: la questione è tutta politica.
Il presidente Rocca infatti può modificare la situazione e ricondurre la questione dell’ampliamento della discarica di Monterazzano alle sole esigenze viterbesi. La stessa battaglia politica, nel caso in cui anche Rocca volesse fare questo “regalo” a Viterbo, dovrebbe essere condotta in consiglio regionale da Sabatini.
Solo la Regione può risolvere il problema ed è chiaro che per i viterbesi di Fratelli d’Italia è il momento di scegliere con chi stare: con i cittadini o con le logiche di partito e di gestione del potere romano. Intanto i 36 mesi dell’emergenza Zingaretti sono finiti e i rifiuti romani non avrebbero più ragione di arrivare a Viterbo, salvo che Rocca e i suoi non andranno a decidere diversamente. In nome di chi e di che cosa è tutto da capire, non certo in nome degli interessi, della tutela e del benessere dei viterbesi. Ed è chiaro che tutto questo andrà a ripercuotersi sull’elettorato locale: perché mantenere il proprio consenso a chi non tutela il territorio? A meno che non si creda che i molti elettori di Fratelli d’Italia siano degli individui acefali e disposti a tollerare anche azioni contro i propri legittimi interessi e nell’interesse di logiche che con la buona amministrazione hanno poco a che fare. Alla faccia del sovranismo e della lotta ai poteri forti.


















