
Ci siamo. Domani le aule delle scuole superiori della Tuscia e del Lazio si riempiranno di silenzi carichi di pensieri, di mani che scorrono rapide sulla carta, di sguardi che si incrociano tra compagni e che, per un attimo, cercano conforto. Comincia l’esame di Stato, che da quest’anno saluta la dicitura fredda e burocratica e torna a chiamarsi con il suo nome più vero: maturità. Perché di questo si tratta, al di là di numeri, percentuali, commissioni e statistiche.
A voi, ragazze e ragazzi della generazione Z, va il nostro più sentito in bocca al lupo. Siete quasi 2.500 solo nella Tuscia, distribuiti su 14 istituti e decine di commissioni. Siete il cuore pulsante di un territorio che in questi giorni tifa per voi, vi pensa, vi guarda con un misto di orgoglio e tenerezza. Ognuno di voi porta con sé sogni, ansie, notti insonni, speranze che si affacciano al futuro.
Non lasciatevi schiacciare dai numeri, dai commenti, dai giudizi facili. Questo esame siete voi: il vostro impegno, le vostre lacrime nascoste, le risate condivise, le amicizie nate tra i banchi, i professori che vi hanno lasciato un segno, le pagine sfogliate, i passi incerti e quelli sicuri.
Il tema d’italiano sarà solo il primo dei gradini di questo percorso. Sappiate che non esiste un voto che possa misurare la vostra bellezza umana, la vostra unicità, la forza che avete messo nel crescere in questi anni. A voi, che domani entrerete in classe con il cuore che batte forte, auguriamo di vivere questi giorni con coraggio e consapevolezza. Guardate avanti, perché la maturità, in fondo, non è un traguardo, ma un punto di partenza. E comunque vada, siate fieri di voi.
Buona fortuna, ragazzi. La Tuscia è con voi. E domani, quando vi siederete a quel banco e inizierete a scrivere, ricordate: state lasciando il segno sulla prima pagina del vostro futuro.
In bocca al lupo!


















