Maturandi della Tuscia, è il vostro momento: in bocca al lupo e buona notte prima degli esami!
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La notte prima degli esami è un momento sospeso, fatto di silenzi, ricordi e sogni che si intrecciano. Domani non sarà solo un test: sarà il primo passo verso il tuo futuro. In bocca al lupo!

Ci siamo. Domani le aule delle scuole superiori della Tuscia e del Lazio si riempiranno di silenzi carichi di pensieri, di mani che scorrono rapide sulla carta, di sguardi che si incrociano tra compagni e che, per un attimo, cercano conforto. Comincia l’esame di Stato, che da quest’anno saluta la dicitura fredda e burocratica e torna a chiamarsi con il suo nome più vero: maturità. Perché di questo si tratta, al di là di numeri, percentuali, commissioni e statistiche.

A voi, ragazze e ragazzi della generazione Z, va il nostro più sentito in bocca al lupo. Siete quasi 2.500 solo nella Tuscia, distribuiti su 14 istituti e decine di commissioni. Siete il cuore pulsante di un territorio che in questi giorni tifa per voi, vi pensa, vi guarda con un misto di orgoglio e tenerezza. Ognuno di voi porta con sé sogni, ansie, notti insonni, speranze che si affacciano al futuro.

Non lasciatevi schiacciare dai numeri, dai commenti, dai giudizi facili. Questo esame siete voi: il vostro impegno, le vostre lacrime nascoste, le risate condivise, le amicizie nate tra i banchi, i professori che vi hanno lasciato un segno, le pagine sfogliate, i passi incerti e quelli sicuri.

Il tema d’italiano sarà solo il primo dei gradini di questo percorso. Sappiate che non esiste un voto che possa misurare la vostra bellezza umana, la vostra unicità, la forza che avete messo nel crescere in questi anni. A voi, che domani entrerete in classe con il cuore che batte forte, auguriamo di vivere questi giorni con coraggio e consapevolezza. Guardate avanti, perché la maturità, in fondo, non è un traguardo, ma un punto di partenza. E comunque vada, siate fieri di voi.

Buona fortuna, ragazzi. La Tuscia è con voi. E domani, quando vi siederete a quel banco e inizierete a scrivere, ricordate: state lasciando il segno sulla prima pagina del vostro futuro.

In bocca al lupo!

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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