Matteucci (Viterbo Civica): "Arena disponga l'obbligo delle mascherine nei locali pubblici"
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VITERBO - La misura è stata adottata da settimane a Tuscania dal sindaco Fabio Bartolacci, per citare un esempio del territorio, e la Regione Lombardia l'ha calata in queste ore sul tavolo del contrasto alla diffusione del Covid-19.

VITERBO – Questione mascherine nei luoghi pubblici, da Viterbo Civica tornano a chiamare in causa il sindaco Giovanni Arena, chiedendo che con specifica ordinanza disponga l’obbligo di utilizzo quando si esce da casa.

La misura è stata adottata da settimane a Tuscania dal sindaco Fabio Bartolacci, per citare un esempio del territorio, e la Regione Lombardia l’ha calata in queste ore sul tavolo del contrasto alla diffusione del Covid-19.

“Da settimane tanti cittadini le chiedono di imporre le mascherine e le protezioni di ogni tipo e genere (visto che le prime sono irreperibili), almeno dentro negozi e supermercati. Ma lei, a chi la contatta in privato, continua a dire che ci penserà. Le ricordiamo che il suo lungo pensare, potrebbe causare ogni giorno nuovi contagi, forse come dicono tanti, a torto o ragione (non entro nel merito), non servono a nulla le mascherine. Noi, come ripeto, non lo sappiamo ma se ci sta una sola possibilità usiamola”. Queste le parole di Matteucci, che già nei giorni scorsi aveva inviato un analogo messaggio ad Arena.

“Il suo pensare non trasmette sicurezza alla gente, ma la sta ulteriormente disorientando, visto che cittadini e suoi stessi consiglieri di maggioranza e opposizione le stanno chiedendo la medesima cosa da giorni. In questi momenti serve agire e non pensare soltanto. Sono giorni che le ho scritto, telefonato e mandato vocali, senza ottenere una minima risposta su questa delicata questione. Se non uno scarno sms dove diceva di non potere rispondere perché in riunione.

Ma in compenso dei suoi stretti collaboratori, mi fanno sapere che è la Asl che deve decidere in merito. La sbrogli lei questa matassa, altri sindaci prendono decisioni in autonomia e lei, a detta dei suoi, attende la Asl. Noi siamo semplici cittadini e vogliamo solo essere tutelati, dal momento che le abbiamo messo in mano il potere di farlo”.

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