Matrimoni a Palazzo dei Priori, torna possibile pronunciare il fatidico "sì" nella Sala delle Bandiere
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VITERBO - "Un sabato al mese, senza imporre se il primo, l’ultimo, secondo o terzo. Sarà la prima coppia che richiede un sabato a fissare la data prevista per quel mese. Sono felice di poter annunciare questa notizia. In campagna elettorale se ne era parlato", spiega l'assessore Alessia Mancini.

VITERBO – Matrimoni a Palazzo dei Priori, un sabato al mese nella Sala delle Bandiere. 

Il fatidico “sì” potrà essere pronunciato nuovamente a Palazzo dei Priori. Lo comunica l’assessore ai Servizi Demografici Alessia Mancini, che spiega: “Ci si può sposare nuovamente a Palazzo dei Priori. Sabato 6 aprile sono previsti due matrimoni nella sala delle Bandiere.

Un sabato al mese, senza imporre se il primo, l’ultimo, secondo o terzo. Sarà la prima coppia che richiede un sabato a fissare la data prevista per quel mese. Sono felice di poter annunciare questa notizia. In campagna elettorale se ne era parlato.

Dopo dieci mesi dal nostro insediamento siamo riusciti a restituire questa cornice alle coppie che decidono di unirsi civilmente in matrimonio. Ho intenzione di proporre una modifica al regolamento e valutare la possibilità di celebrare matrimoni anche nella Sala Regia o nel cortile di Palazzo dei Priori”.

Al momento i matrimoni vengono celebrati all’interno dell’ex tribunale in piazza Fontana Grande, luogo che ospita gli uffici comunali, tra cui, appunto, l’ufficio stato civile. “La concessione delle sale di Palazzo dei Priori – aggiunge l’assessore Mancini – dovrà essere a pagamento, con polizza assicurativa obbligatoria. Tale concessione dovrà prevedere agevolazioni per i residenti”. Per info matrimoni: 0761.348672 – statocivile@comune.viterbo.it .

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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