Mastelli dei rifiuti rotti dai cinghiali e lunghe attese per la sostituzione
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VITERBO - La Fune ha ricevuto diverse segnalazioni del problema da parte di cittadini che lamentano lentezza da parte di Viterbo Ambiente nel fornire i nuovi mastelli.

VITERBO – Mastelli dei rifiuti rotti dai cinghiali, un fenomeno in crescita costante. Sono sempre di più i viterbesi che si svegliano la mattina trovando i rifiuti, messi fuori casa, dispersi sulla strada e il proprio mastello diventato oggetto del desiderio del gruppo di cinghiali di turno. Così i contenitori finiscono per rompersi e non sono più servibili.

A quel punto, per gli sfortunati utenti del servizio di raccolta porta a porta, inizia una lunga attesa per ricevere nuovi contenitori. Tanto tempo perso e pochi risultati. 

La Fune ha ricevuto diverse segnalazioni del problema da parte di cittadini che lamentano lentezza da parte di Viterbo Ambiente nel fornire i nuovi mastelli. Mastelli che comunque sarebbero presenti, in grande abbondanza presso gli spazi di sportello della società. 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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