Mascherine obbligatorie dalle 18 alle 6 del mattino anche all'aperto
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VITERBO - Tutti con le mascherine dalle 18 alle 6 del mattino anche all'aperto. Questo è il nuovo obbligo introdotto e annunciato questa domenica 16 agosto dal governo. Una decisione che avrà effetto almeno fino al prossimo 7 di settembre.

VITERBO – Tutti con le mascherine dalle 18 alle 6 del mattino anche all’aperto. Questo è il nuovo obbligo introdotto e annunciato questa domenica 16 agosto dal governo. Una decisione che avrà effetto almeno fino al prossimo 7 di settembre.

“E’ fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale”. E’ quanto si legge nella bozza dell’ordinanza allo studio del ministro della Salute.

La decisione è maturata questa domenica quando i ministri di Sanità, Regioni e Sviluppo Economico, Roberto Speranza, Francesco Boccia e Stefano Patuanelli, si sono uniti in videoconferenza con i governatori regionali per un vertice urgente, dopo il continuo aumento dei contagi.

La situazione generale spaventa, anche perché la giornata di ieri nel mondo è stata la più nera dall’inizio della pandemia. Oltre 300mila nuovi casi registrati. Fa paura la situazione nel resto del mondo e anche in alcuni Paesi europei, oltre 3mila nuovi contagi nelle ultime 24 ore sono stati registrati in Francia. Anche in Italia, che comunque resta un Paese sicuro, i casi registrati sono in aumento da giorni.

Così il ministro Speranza ha motivato, durante il vertice, la decisione della chiusura: “Diamo un segnale al Paese che bisogna tenere alta l’attenzione”. Il ministro Boccia tiene però a sottolineare che “restiamo uno dei Paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria, una condizione non causale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi, ma bisogna limitare al massimo le attività che presuppongono contatti fisici e assembramenti incontrollabili”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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