“Mascherine e guanti obbligatori per chi entra in supermercati e negozi”
Merli
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VITERBO - Il consigliere della Lega Valter Rinaldo Merli “Arena firmi subito ordinanza”.

VITERBO – Mi appello come Amministratore di Maggioranza del nostro Comune al Sindaco della nostra città Giovanni Arena,di firmare l’ordinanza di indossare le mascherine per uscire di casa.

Il Governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Rapallo hanno già firmato una ordinanza di mascherine obbligatorie all’ingresso degli esercizi pubblici,e nei luoghi piu’ affollati. Ancora tanti cittadini,non usano la mascherina, e non se ne preoccupano neanche,per la loro incolumità e quella degli altri.

Deve essere almeno obbligatoria quando si entra in un negozio, supermercato anche indossare i guanti, farmacia, uffici postali e bancari. E’ vero le mascherine si dice che mancano,ma il cittadino che esce di casa deve essere protetto,di non contagiare,e non essere contagiato.

E’ giusto e sacrosanto che le persone che vanno a fare la spesa,devono essere al cento per cento salvaguardate,pere non incorrere nel contagio. Quindi obbligo di indossare la mascherina almeno chirurgica, o quantomeno nell’immediato,se non si ha a disposizione la mascherina,almeno l’obbligo è quello di coprire le vie respiratorie anche con una sciarpa oppure un indumento.

L’obbligo deve essere per tutti coloro che accedono in questi punti vendita o comunque nei luoghi dove possono incontrare altre persone. Ora le mascherine almeno quelle chirurgiche si trovano,quindi per uscire di casa bisogna imparare a metterle,per il bene di tutta la collettività intera.

Merli Valter Rinaldo
Consigliere Comunale Lega Viterbo

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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