Minchella: "Cuperlo sostenuto anche da Fioroni. Questo lo chiamano cambiamento?"
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Martina Minchella

La giovane, consigliere comunale della maggioranza Michelini e vero motore della Leopoldina della Sala Gatti, si gode da alcuni giorni un picco di notorietà sulla scena della politica viterbese. A poco più di una settimana dal “congressone della Madonna” del Partito Democratico l’atmosfera inizia a scaldarsi. Ieri la stessa Minchella ha presenziato all’incontro dei pro Cuperlo presso il Glitter Cafè (al Palazzo di Vetro). Un gesto cortese che ricambia la presenza, anche questa gentile, di alcuni cuperliani alla Leopoldina.

E a proposito della versione etrusca della Leopolda di Renzi la Minchella descrive l’appuntamento così: “E’ stato l’unico appuntamento del Partito Democratico per discutere di cose vere. I ragazzi che sostengono la mozione Orlando si sono impegnati tanto ma è stata diversa l’impostazione. Da noi si partecipa, con tavoli tematici e 200 persone sedute a confrontarsi, lì il ministro ha parlato e gli altri hanno ascoltano. In pratica da una parte c’è la partecipazione, dall’altra il dogma”.

E mentre le diverse correnti del partito, anche a livello locale, si preparano al confronto dell’8 dicembre la Minchella bolla così il correntismo, parafrasando Renzi (che lei chiama in maniera molto “easy” semplicemente Matteo): “Basta con le correnti dei cognomi, via alle correnti delle idee. Tanti ragazzi viterbesi hanno lavorato alla Leopoldina. Via le correnti e lavoriamo a un progetto di partito credibile insieme”.

Le abbiamo chiesto un pronostico sull’esito finale del congresso. Minchella: “Finisce 8 a 2 per Renzi, anzi no. Non mi piacciono le vittore bulgare: meglio 7 a 3”.

 

L’intervista audio a Martina Minchella, realizzata all’interno della trasmissione radiofonica Sbottonati (Radio Verde), è ascoltabile in podcast su www.funamboli.it

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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