Marta, il borgo che parla anche con le dita: targhe in braille per un turismo senza barriere
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Dal piccolo centro viterbese una lezione al turismo italiano: il futuro è accessibile.

MARTA – A volte l’innovazione non ha bisogno di tecnologia spaziale né di app all’ultima moda. Basta un’idea semplice, concreta e inclusiva. È quello che è successo a Marta, dove sono comparse targhe in braille per raccontare a chi non vede la storia, i monumenti e i luoghi simbolo del paese.

Un gesto che potrebbe sembrare piccolo, ma che in realtà segna una rivoluzione: Marta diventa così un pioniere dell’accessibilità turistica nel Lazio.

“Abbiamo voluto mandare un messaggio chiaro – spiega Paolo Sassara, presidente della rete Visit Marta  – perché il nostro borgo accoglie tutti, senza distinzioni”.

Dietro questa scelta c’è la Rete di imprese Visit Marta, nata dalla collaborazione tra attività locali, Comune e Regione Lazio. Un’alleanza che ha capito come l’inclusione non sia solo una questione etica, ma anche un investimento intelligente per il futuro.

“I turisti con disabilità tendono a viaggiare anche fuori stagione e sono molto fedeli alle destinazioni che li rispettano e li rendono autonomi” sottolinea Alessia Scali, manager della rete ed esperta di marketing territoriale.

Le nuove targhe in braille, installate nei punti più significativi del borgo, permettono ai visitatori con disabilità visiva di esplorare Marta senza bisogno di intermediari. Una guida tattile che restituisce libertà e rende la scoperta del territorio un’esperienza personale, non “mediata”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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