
MARTA – Le ricchezze della terra e del lago per omaggiare la Madonna del Monte. Pane, pesce, grano e animali per celebrare la Vergine Maria e rappresentare uno spaccato della tradizionale della vita contadina.
L’evento – che ogni anno richiama un numero sempre maggiore di turisti – è conosciuto anche come Festa delle passate o Barabbata, anche se quest’ultimo nome non è molto amato dai martani.
I festeggiamenti sono iniziati all’alba con il rullo del tamburino, gli spari e il suono delle campane che hanno svegliato la cittadina della Tuscia. Poi la messa dedicata ai “passanti” officiata da Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo.
Alle 8,30 quando i carri si sono radunati davanti al lago e in tantissimi hanno immortalato e ammirato gli intrecci e le composizioni delle “fontane” e fatto foto ai “passanti” con indosso gli abiti tipici della festa.
Qualche istante dopo, accompagnati dal corpo bandistico di Marta e dalle majorettes, i caselenghi, i bifolchi, i villani e i pescatori hanno percorso le vie della città con cavalli, asinelli, conigli.
I carri, la cui costruzione può iniziare anche diversi mesi prima dell’evento, sono costruiti interamente a mano e raffigurano immagini sacre e vita contadina.
Un forte grido accompagna la tipica sfilata di carri, detti anche “fontane”: “Evviva Maria. Sia lodato il santissimo sacramento. Evviva la madonna santissima del Monte. Evviva Gesù e Maria”.
Infine tutti i partecipanti, come da tradizione, hanno concluso la sfilata recandosi al Santuario della Madonna Ss.ma del Monte.


















