Marini: «per la promozione degli eventi del Natale siamo fuori con l'accuso, rimandiamo» 
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“La Pietà a Vicenza? Non ha senso per un evento di rilevanza intercomunale. Quando la demmo a Berlino era per un evento di caratura internazionale"
La Pietà di Sebastiano Del Piombo

“La Pietà a Vicenza? Non ha senso per un evento di rilevanza intercomunale”. L’ex sindaco Giulio Marini dice la sua sull’idea di prestare l’opera di Del Piombo a Vicenza. Idea che sarebbe comunque saltata a causa del niet della Sovrintendenza a causa del trasporto troppo rischioso per l’opera. Un niet che però non fu dato per il trasporto della stessa a Berlino, 5 anni fa.

“Certo – aggiunge Marini – allora fu proprio la Sovrintendenza a chiederci l’opera, ma fu per per portarla ad un evento di caratura internazionale. Vicenza invece fa un evento intercomunale, non ha senso”. All’ora c’era Claudio Strinati a dirigere l’operazione nata sotto l’amministrazione Gabbianelli. “Comunque andare a Vicenza non servirebbe a nulla. Altro discorso – spiega – per l’Expo di Milano, però prima di esprimermi definitivamente vorrei capire l’architettura del padiglione e le condizioni di esposizione. L’Expo ha tutt’altra rilevanza”.

Con l’operazione-Vicenza andata a male, rischia di saltare anche l’arrivo delle opere di Veronese e Van Dick a Viterbo, ma forse meglio così. “Non ci sono i tempi per programmare una campagna promozionale, siamo fuori con l’accuso, faremmo le solite cose fatte per noi e basta. Cose che ho fatto anche io, ma non ci servono ora. A questo punto – conclude Marini – sarebbe meglio fermarci e programmare le attività per il prossimo anno. Senza promozione è inutile fare queste cose”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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