Marini: "Non voglio un patto del Nazareno, è una costruzione giornalistica
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L'ex sindaco Giulio Marini, ora consigliere comunale di Forza Italia nega di aver mai voluto un Patto del Nazareno viterbese. Poi chiede una figura di garanzia e si dice comprensivo di certe difficoltà dovute a problemi "esterni".

Dopo giorni di dibattito sulla proposta attribuita a Giulio Marini di un Patto del Nazareno in salsa viterbese, la partita si chiude con il suo intervento in diretta con Sbottonati su Radio Verde. “Non voglio un patto del Nazareno, è una costruzione giornalistica”. Chiusa così la vicenda, Marini rilancia e poi dice la sua anche sul dimissionario Filippo Rossi. L’intervista.

 

Quindi vuole un Patto del Nazareno viterbese?

“Non l’ho mai chiesto, è una costruzione giornalistica. Ho detto un’altra cosa: ovvero che la maggioranza ora ha due possibilità O che si chiuda in se stessa, o che faccia un esperimento di garanzia verso la minoranza. Ciò che non ha nessuna pretesa nella scelta del nome. Il Nazareno non c’entra niente”.

 

Ha qualche preferenza sul nome?

“Non faccio nomi, non faccio il toto presidente. Non facciamo confusione”.

 

Michelini sta per cadere?

“L’amministrazione è talmente debole che non ha la forza di cadere. Non c’è rischio che cada. Io comunque ho vissuto sulla mia pelle le difficoltà che arrivavano dall’esterno. Ne capisco il peso, l’ho vissuto. Noi vogliamo dare un apporto, se la maggioranza lo accoglie bene, se no pazienza. Il mio dovere l’ho fatto”.

 

Rossi si è dimesso, che cosa ne pensa?

“Le motivazioni delle dimissioni di Filippo Rossi, non mi convincono. Rossi dice che voleva riacquistare libertà di parola, ma chi gliel’ha mai tolta?”

 

Cioè?

“Il suo gesto serve per riavere una immagine politica., per avere la possibilità di fare nuovamente una propaganda politica, con una immagine nuova. Questo è il vero motivo delle sue dimissioni”.

 

Riuscirà a restare in maggioranza?

“Per il suo carattere non penso che riuscirà a essere un soldatino allineato alle truppe della maggioranza”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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