
Giulio Marini striglia i sette e li avverte: “Non sono disposto ad andare oltre il 19 e ad accettare 15 mesi di commissariamento”. Ospite di Sbottonati su Radio Verde l’ex sindaco traccia un quadro interessante: innanzitutto avvicinando la scadenza della caduta di Michelini per andare al voto a giugno 2016 dal 24 al 19 febbraio e poi avvertendo i sette: “Non sono disponibile ad avere il Commissario per 15 mesi”.
Facciamo chiarezza sulle date: quale è la data chiave ?
“Il 24 febbraio è il termine ultimo per sancire il Commissariamento del Comune di Viterbo. Entro il 24 il Ministero degli Interni deve recepire la decisione del Consiglio, se no non si può andare al voto a giugno 2016. Quindi la decisione deve esser presa prima del 24, non più tardi del 18 o 19 febbraio se no la decisione che si prende non permetterà di preparare gli atti entro il 24”.
Quale è la procedura?
“Dobbiamo andare dal notaio o dal segretario generale, protoccolare e la pratica va trasmessa alla Prefettura che la gira al Ministero che poi nomina il commissario”.
Ci vuole una settimana?
“Almeno cinque o sei giorni perché deve essere inserito il Comune all’interno del lotto dei comuni che vanno al rinnovo. Oltre a questo però credo che sia giunto il momento, dopo 50 giorni, che si arrivi ad una decisione. Per correttezza verso i cittadini”.
Ieri i sette consiglieri del Pd sono tornati a chiedere le dimissioni del sindaco, secondo Lei che senso ha? Perché non sono loro a farlo cadere?
“Nessuno vuole prendersi la responsabilità della caduta di Michelini. Però giunti a questo punto o si va in Consiglio e si fa politica lì o si va dal notaio a fare quel che si deve fare. Non ci sono alternative. Siamo noi i delegati dai cittadini per fare le scelte, le dobbiamo fare noi e nessun altro. I sette devono assumersi una responsabilità: o tornano in Consiglio a fare politica o la politica la fanno fuori e pongono fine all’agonia. Noi vogliamo offrire la nostra collaborazione a mettere fine a questa amministrazione, che è finita. C’è un atto che va fatto per tempo, altrimenti cambiano le condizioni. È impensabile che questa città possa avere un commissariamento lungo 15 mesi”.
Dunque o si procede prima del 19 oppure non siete più disponibili a dimettervi con loro?
“Preciso che parlo per me, ma io non sono disponibile ad avere un commissario per 15 mesi perché sarebbe una porcata. Il commissario non può fare scelte straordinarie, non può fare progetti, iniziative, né partecipare a bandi. Non mi assumerei la responsabilità di bloccare la città per 15 mesi”.
Ma se si va avanti come si fa? O i sette tornano i Consiglio, oppure?
“Qualcun altro se ne prenderà la responsabilità. Michelini governerà con una maggioranza monca e una opposizione che valuta giornalmente, come accadrà oggi pomeriggio, le pratiche e che lo prende per il collo e lo manovra come vuole?”
Potreste fare da stampella?
“Nemmeno lo più sprovveduto dei politici dopo tutto questo casino potrebbe fare da stampella a Michelini”.
Qualcuno potrebbe semplicemente non venire in Consiglio e così Michelini governerebbe con l’attuale maggioranza, in seconda convocazione..
“Non siamo in Parlamento dove si fa grande politica, siamo a Viterbo e ci conosciamo tutti. Sarebbe uno scandalo. Chi vuole salvare la propria onorabilità deve fare scelte coerenti”.
Chi sta messo peggio Michelini o i sette?
“Se continuano così staranno peggio i sette”.
Come se la spiega questo loro attendismo?
“Il Pd nazionale sta facendo forti pressioni sui sette per non andare al voto nel 2016, ma continuando così stanno facendo una pessima figura con i cittadini. Anzi ce la fanno fare a tutti perché i viterbesi alla fine non distinguono più le responsabilità e saremo tutti coinvolti. Ecco perché questa sceneggiata deve terminare”.


















