Maretta nella maggioranza Arena, il peso e le tensioni del nazionale si ripercuotono sul territorio


VITERBO - Fatto sta che il clima nel gruppo chiamato ad amministrare la città è cambiato e in più di uno, dentro al palazzo, storce il naso e guarda con non poca preoccupazione le vicende del nazionale.
VITERBO – Il peso dei partiti e delle beghe nazionali si ripercuote anche sulla maggioranza a Palazzo dei Priori.
Niente di eclatante ma l’atmosfera non è delle migliori. A seminare la zizzania ha contribuito non poco quanto accaduto alla convention azzurra di domenica scorsa. Invitati anche gli alleati locali leghisti che hanno assistito a una sequela di attacchi verso i sovranisti che hanno fatto scattare in piedi, direzione uscita, il senatore e numero uno del Carroccio nel Viterbese Umberto Fusco.
Fatto sta che il clima nel gruppo chiamato ad amministrare la città è cambiato e in più di uno, dentro al palazzo, storce il naso e guarda con non poca preoccupazione le vicende del nazionale.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















