Marcoaldi, Lega: "Gli Agenti della Polizia Locale vanno vaccinati. Intervenga il Prefetto"
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VITERBO - "Senza la loro presenza la macchina comunale rischierebbe di fermarsi e, di conseguenza, il corretto espletamento delle funzioni appena citate rischierebbe di venire meno".

VITERBO – “In qualità di consigliere del gruppo consiliare Lega al Comune di Viterbo, intendo rappresentare l’incoerenza che si sta evidenziando nella somministrazione delle vaccinazioni. Se le forze di Polizia in senso lato sono le categorie professionali indispensabili alla funzione pubblica, tali da essere inseriti, giustamente, tra quanti hanno diritto prioritario alle vaccinazioni, non si capisce come e perché la Polizia Locale di Viterbo non sia contemplata – così Carlo Marcoaldi -.

I cittadini spesso individuano gli agenti di Polizia Locale solo come quelli che fanno sanzioni, ma sono in realtà molto ampie ed indispensabili competenze a loro attribuite, tra cui rilevano vigilanza territoriale, ordine pubblico, sicurezza e T.S.O. .

Senza la loro presenza la macchina comunale rischierebbe di fermarsi e, di conseguenza, il corretto espletamento delle funzioni appena citate rischierebbe di venire meno.

Nonostante il gravoso lavoro che svolgono, senza la possibilità di lavorare in smart-working, non sono opportunamente tutelati, ed, in questo caso, sono stati evidentemente dimenticati.

Al silenzio, all’ ignavia e all’assenza della Regione Lazio, che sta ancora una volta dimostrando di mancare di sensibilità politica ed istituzionale, dovrebbe rispondere il Sindaco di Viterbo, ordinando che gli Agenti della Polizia Locale vengano vaccinati perché rischiano la loro vita per preservare la nostra.

Mi appello a sua Eccellenza il Prefetto di Viterbo perché si faccia parte attiva affinché gli Agenti della Polizia Locale di Viterbo, e non solo, vengano al più presto vaccinati per continuare a vigilare, in sicurezza e serenità, sulla nostra comunità cittadina.

Un grazie a tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Locale di Viterbo per la missione che stanno compiendo, nonostante le mancanze delle istituzioni.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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