Marco Sensi (Terme dei Papi): "Stiamo preparando il centro termale per renderlo più bello e confortevole. Il mio pensiero, in questo momento, va alle famiglie ferite dalla perdita dei propri cari"
Marco Sensi
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VITERBO - Abbiamo contattato Marco Sensi, tra i massimi imprenditori viterbesi nel settore termale.

VITERBO – Abbiamo contattato Marco Sensi, tra i massimi imprenditori viterbesi nel settore termale. Abbiamo cercato di approfondire con lui le dinamiche innescate da questa pandemia che costringe tutti a rimanere a casa e chiesto di immaginare cosa accadrà dopo, quando tutto sarà finito.

Come sta vivendo questo momento storico segnato dall’ emergenza Covid-19?

“All’inizio con ansia e preoccupazione, ora hanno preso il sopravvento la riflessione e gli sforzi per immaginare un dopo emergenza”.

Come è cambiato l’approccio al lavoro? Quali sono le iniziative che ha attivato per soddisfare le esigenze della clientela?

“In queste settimane siamo stati impegnati su tante pratiche e adempimenti, in vari campi, per limitare le gravi ripercussioni economiche che ricadono su collaboratori e azienda. 

Per la clientela non possiamo fare altro che preparare il centro termale per quando sarà possibile tornare, farlo ancora più bello e più confortevole. In tutti noi, collaboratori e professionisti, c’è la crescente voglia di tornare ad accogliere prima possibile quanti vorranno godere della struttura”.

Quali sono le iniziative volte al rilancio della sua impresa da mettere in campo non appena l’emergenza sarà terminata?

“Non vi è stato molto tempo per pensare a questo, ma certamente ci sarà da reinventare proposte e servizi secondo l’esperienza che tutti abbiamo vissuto e che sicuramente ci lascerà dei mutamenti nelle abitudini. Probabilmente alcuni settori faranno più fatica a raggiungere livelli di lavoro del passato e di conseguenza tutto dovrà essere ricalibrato.

Sarà anche importante trovare e offrire nuovi mezzi e nuovi sistemi di servizio, adeguati al cambio di abitudini e ai timori che questa epidemia ci avrà lasciato”.

Quarantena da Covid-19. Un fermo-immagine della nostra vita o un momento di analisi e introspezione?

“Sì, da questa quarantena forzata ne è scaturito un momento di analisi. Tante riflessioni sulle vere priorità della vita. Lo stare a casa ha determinato uno stop alla corsa frenetica e ha imposto azioni e rapporti più umani; anche se lontani ci si è ravvicinati a persone e amici cari con parole vere, che hanno arricchito i rapporti di valori che rimarranno nel tempo”.

Qual è la prima cosa che farà non appena avrà la possibilità di tornare a uscire liberamente?

“Abbracciare e parlare liberamente con i miei cari”.

Un saluto e un suo personale messaggio ai lettori de La Fune.

“Ognuno di noi, mai è stato artefice del destino comune, come in questo momento. Dipenderà da ognuno di noi fermare la pandemia con le nostre accortezze e i nostri comportamenti. Ce la faremo, non ho dubbi, ma non sono d’accordo con lo slogan “andrà tutto bene” perché non sarà andato tutto bene per le famiglie ferite dalla perdita dei loro cari.

Il mio pensiero va a loro e prego perché abbiano la forza di sostenere la perdita subita a causa di questo virus maledetto”.

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