Marco Sbocchia confermato alla guida della Croce Rossa Italiana di Viterbo
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VITERBO - Il Presidente uscente Marco Sbocchia è stato riconfermato alla guida del Comitato Viterbese per un altro mandato (2019-2024). Con lui sono risultati eletti Consiglieri Eleonora Brandoni, Piero Nucci, Leone Cozzolino e Cristina Bugiotti.

VITERBO – Marco Sbocchia confermato alla guida della Croce Rossa Italiana di Viterbo. Una riconferma che sa di merito per l’impegno e la professionalità messa al servizio dell’intera comunità. Si sono tenute domenica 16 febbraio le consultazioni elettorali per il rinnovo del Presidente e del Consiglio Direttivo del Comitato della Croce Rossa Italiana di Viterbo.

Il Presidente uscente Marco Sbocchia è stato riconfermato alla guida del Comitato Viterbese per un altro mandato (2019-2024). Con lui sono risultati eletti Consiglieri Eleonora Brandoni, Piero Nucci, Leone Cozzolino e Cristina Bugiotti.

“Sono onorato di essere stato confermato dall’Assemblea dei Volontari della CRI per questo nuovo mandato. -ha dichiarato il neo presidente- Ci prefiggiamo di individuare e raggiungere le vulnerabilità e chi ha bisogno dell’intervento e della presenza della Croce Rossa. Sono sicuro che riusciremo a garantire quanto finora raggiunto a ad affrontare questi nuovi obiettivi e le sfide che l’esterno ci pone ogni giorno, grazie all’insostituibile apporto dei Volontari e al loro innato senso di Umanità”.

Nella giornata sono andati a elezione per il rinnovo delle cariche statutarie più di 450 Comitati della Croce Rossa di tutta Italia, in Provincia oltre Viterbo sono stati eletti i nuovi Presidenti e Consigli Direttivi di Acquapendente, Bagnoregio, Canino, Capranica, Carbognano, Civita Castellana, Civitella D’Agliano, Nepi, Orte, Ronciglione, Soriano nel Cimino e Vignanello.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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