Marco Rossi Doria e l’importanza dell’educazione a Civita Luogo del Pensare
Marco Rossi Doria
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BAGNOREGIO - Appuntamento alle ore 18 di mercoledì 14 giugno con riflessioni intorno al concetto di sviluppo educativo come motore dello sviluppo sostenibile.

BAGNOREGIO – Nel segno dell’educazione anche il secondo appuntamento di Civita Luogo del Pensare. Dopo Gennaro Matino arriva alla Casa del Vento Marco Rossi Doria. Appuntamento alle ore 18 di mercoledì 14 giugno con riflessioni intorno al concetto di sviluppo educativo come motore dello sviluppo sostenibile.

Esperto di politiche educative e sociali Rossi Doria è stato sottosegretario all’Istruzione con il Governo Monti e Letta. Nel 1994 viene nominato dal ministro Luigi Berlinguer, su progetto pilota nei Quartieri Spagnoli, primo maestro di strada d’Italia. Sottosegretario all’Istruzione del Governo Monti, dal 2011 all’aprile 2013, è stato riconfermato nello stesso incarico nel Governo Letta.

Da anni lavora per affermare una nuova consapevolezza sull’importanza di investire sul welfare, rafforzare le infrastrutture sociali, potenziare i servizi. Azioni importanti non esclusivamente perché garanzia di una diffusione del benessere ma inquadrati come presupposto e non esito dello sviluppo.

Nel pensiero e negli scritti di Rossi Doria si parte da un punto molto chiaro: il disinvestimento nel welfare non è sbagliato solo da un punto di vista etico ma lo è anche sul piano economico. Il lavoro sociale infatti, soprattuto quando impostato in termini di prevenzione e costruzione di coesione e legame sociale, diventa anche un ambito di buona spesa pubblica, che non solo produce razionalità di investimento, ma consente risparmi di non poco conto alle pubbliche amministrazioni.

Quindi l’educazione come volano del vero sviluppo, possibile solo diffondendo condizioni di base di benessere per le persone all’interno della società. Un tema complesso ma di grande attualità.

Tutte le info sull’edizione 2023 del Festival sul sito www.civitaluogodelpensare.com

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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