Marciapiedi da Incubo - Piazza del Barco, tra immondizia e sterpaglie
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Piazza del Barco. Capolinea dei bus cittadini, crocevia di molte persone che usano i mezzi pubblici per muoversi in tutta la città e quindi poi spostarsi a piedi. La nostra missione alla ricerca di marciapiedi degni di questo nome, continua e subisce subito una battuta d’arresto di fronte a una buccia di banana che sosta proprio su uno dei marciapiedi più attraversati della piazza.

Piazza del Barco. Capolinea dei bus cittadini, crocevia di molte persone che usano i mezzi pubblici per muoversi in tutta la città e quindi poi spostarsi a piedi. La nostra missione alla ricerca di marciapiedi degni di questo nome, continua e subisce subito una battuta d’arresto di fronte a una buccia di banana che sosta proprio su uno dei marciapiedi più attraversati della piazza.

Tiene al sicuro questo piccolo “tesoro”, di un bel giallo sgargiante, la pensilina del bus; facendo in modo che nessuno la porti via. Sia mai che qualche estroso operatore ecologico pensasse di andare a pulire proprio lì dietro. Immondizia quindi sul nostro amico marciapiede del Barco e poi? Ovviamente piante rampicanti sia rigogliose sia decedute e stecchite, abbandonate in modo laconico lì sotto al sole e tra lo smog dell’affollata strada.

Questa situazione ci viene segnalata da una nostra lettrice, una signora che probabilmente vive in quel quartiere e si rende perfettamente conto di quanto sia difficile camminare su quei marciapiedi per arrivare ai negozi lì vicino per fare la spesa. La situazione si complica appena giriamo l’angolo e tentiamo di attraversare: non esistono strisce pedonali, i bordi dei marciapiedi sono crollati sotto il peso di piogge e chissà quale altro alieno agente così pesante da sfondare il manto stradale e poi la solita vegetazione selvaggia che non ti permette di mettere decentemente un piede davanti all’altro. Che poi, in alcuni punti, il marciapiede non esiste più, è scomparso andandosi a sgretolare sotto il peso dell’incuria.

Dall’altra parte della piazza, nei pressi del “curatissimo” (scherziamo!) giardino pubblico, la situazione non migliora di certo. Le auto che sostano lungo il marciapiede nascondo le brutture del bordo strada e vanno a mettere un bel cerotto che nasconde la verità dei fatti.

Sembra quasi che tutta la piazza faccia pendant con l’abbandono dei marciapiedi: il giardino pubblico cresce selvaggio inglobando tutto quello che si posa sul suo suolo, la staccionata sembra essere stata divelta da un nostrano verde Hulk, la sosta selvaggia delle auto intasa ogni piccolo spazio libero e, dulcis in fundo, il contenitore dell’olio esausto troneggia in mezzo alla piazza (sul marciapiede) traboccante di bottiglie di olio unto e bisunto. Altro che olio esausto.

Potevano i nostri modesti marciapiedi essere da meno in questo set spettrale? Ovviamente no, rispettano perfettamente tutti i canoni a cui siamo abituati.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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